inviato a MONTICCHIELLO (Siena) Ecomostri, o mostri ecologici. Quanti sono figli legittimi del Bel Paese? Se ne indica uno, magari quando è già adulto, e ne saltano fuori a centinaia: troppe le ragioni per deprimersi. Monticchiello è un luogo dello spirito immerso fra le crete senesi, i cipressi verde cupo contro il cielo azzurro, le ville, le rocche, le abbazie dai muri affrescati. Proprio qui, una lottizzazione dalla cubatura pari all'intero borgo medievale, ha chiamato a raccolta le intellighenzie che amano il paesaggio, la natura e il bello per una crociata, del resto sacrosanta. Ma perché tanto ritardo nell'allarme? Nicola Caracciolo, presidente regionale di Italia nostra, allarga le braccia. «Ci si basava sul fatto che la tutela fosse garantita dallo Stato, con ritardo ci siamo accorti che non era così». E allora s'è capito che era il tempo della battaglia. La quale, si sa, non è sinonimo di vittoria, sembra ammetterlo anche Francesco Rutelli. ministro dei beni culturali, accorso al convegno nazionale «Monticchiello, Toscana: il paesaggio italiano». Quando c'è di mezzo il business i conti si fanno con carta e penna e qui l'affare è un piano, approvato e in gran parte eseguito, per 95 appartamenti in 11 palazzine, 21 mila metri cubi dichiarati, più 6 mila interrati per essiccatoi o tavernette. Case ufficialmente per le nuove coppie, ma non occorrono calcoli se si considera che gli abitanti del borgo sono trecento. Quindi le villette, tirate su con la benedizione del comune e, a dir bene, l'indifferenza di Regione e Soprintendenza, sono passate di mano. Al completamento del progetto «imputato» mancano 3 palazzine: ecco, potrebbero venir bloccate, ma oltre a ciò il ministro può solo promettere maggiore attenzione maggiore, per il prossimo futuro. «Monticchiello è un paradosso italiano, stiamo parlando di uno dei luoghi più belli della terra e il confine della tutela è invalicabile». Anche se così oltraggiato il nostro è il Paese che al mondo vanta il maggior numero di siti dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. E ciò impone impegni maggiori, ricorda "Rutelli che auspica la «copianificazione» fra regione e comuni. Anche se qui, perla verità, regione rossa e comuni per lo più rossi l'accordo già l'avevano. Salvo poi rimbalzarsi le responsabilità, a scandalo scoppiato. Sorprendente? Neppure un po': simili misfatti legali avvengono un po' dappertutto, nel Bel Paese. Scempi nel Mezzogiorno, al centro e al nord. Per dire, a Mantova le ruspe dovrebbero azzannare quello che trovano, in mezzo ai laghi, a due passi da palazzo ducale. Accordo perfezio-nato fra la «Lagostello e l'amministrazione cittadina», che era di sinistra come Fiorenza Brioni, attuale sindaco, che racconta la vicenda, i passi fatti per bloccare il progetto e le minacce incassate da alcuni della sua squadra. Qui in Toscana, forse va meglio, ma non bene. Allarmi dalla Val d'Orcia, dal litorale, dall'Isola d'Elba. Uno striscione davanti al Teatro Povero, dove si svolge il convegno, denuncia che è stata aggredita pure «Fiesole etrusca, romana, i longobarda: e oggi... solo cemento»; ancora alle porte di Firenze, i disegni su Bagno a Ripoli. Quindi ., il progetto di un «ecomostro fio-rentino», 168 ettari di verde sconvolti da 1 milione e 400 mila F metri cubi di cemento per un affarone fra Fondiaria-Sai di Salvatore Ligresti e Comune, Provincia e Regione. Quindi, i disastri dell'ambiente, a Boccadarno, l'idea del campo da golf a Bagnaia, presso Siena, che, osservano alcuni ambientalisti, non sarebbe il guaio maggiore se non inghiottisse un mare d'acqua e non si portasse a rimorchio alberghi e costruzioni. Un elenco infinito. «Ormai, è diffusa una malattia letale, il mal del mattone», dice Giulia Maria Crespi, presidente del Fai, fondo per l'nibiente italiano. Le fa eco Vittorio Emiliani, del Comitato per la Bellezza, che elenca cifre da brividi: «Negli ultimi sei anni gli investimenti nazionali nella sola edilizia residenziale sono balzati da 58 a oltre 71 miliardi di euro: più 23 per cento. I permessi di costruzione galoppano, specie in Veneto e Lombardia. In tutta Italia sono 800 mila le nuove stanze, pochissime di edilizia economica e popolare; nel 2002 la Toscana era a metà classifica, con 41 mila permessi». Dunque, innumerevoli le ragioni per combattere. Il fatto è che «urge una legge del governo del territorio», sottolinea da lontano Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici. «La legge paesaggistica è la vera sfida di governo». Chissà se efficace, per impedire la nascita di ecomostri.