MONTICCHIELLO La Toscana resta in bilico, sospesa tra posizioni ancora distanti. Quelle di un movimento ambientalista folto e agguerrito, dalla costa alle colline, che denuncia scempi e chiede una soluzione radicale per Monticchiello. Quelle dei sindaci, che non ci stanno a passare per «i topi nel formaggio», incastrati da «prg vergognosi» (Capalbio), e chiedono vincoli e norme certe per difendere i loro territori senza correre il rischio di essere chiamati a pagare i danni dagli speculatori (San Quirico). Quelle dell'assessore regionale Conti e del vicepremier Francesco Rutelli che vedono nella pianificazione concertata lo strumento per difendere il territorio, ma non vanno molto oltre, raccogliendo fiacchi consensi dalla platea. Così al convegno di Monticchiello sul paesaggio, affolla-tissimo forum del disagio ambientale, dove ognuno porta le proprie denunce, raccontate sul palco, invocate dalla platea che interrompe prima Conti e poi Rutelli. scritte su striscioni, cartelli e t-shirt: «A Fiesole è peggio», «Tutti uniti per il bello», «Fiesole etrusca, romana, longobarda e ora solo cemento», «Tutelate la Valdichiana». Da Capalbio a Bagnaia, da Lucca alle Apuane, gli interventi di amministratori locali ed ecologisti si alternano a quelli dei leader nazionali del movimento ambientalista, Roberto Della Seta per Legambiente, Carlo Ripa di Meana per Italia Nostra,Valentino Tosatti per il Wwf e Vittorio Emiliani per il Comitato per la bellezza. E' durissima Giulia Maria Crespi, presidente nazionale del Fai, che più tardi sarà elogiata da Rutelli per la concreta collaborazione dell'associazione. «E' più di cinquant'anni che frequento la Toscana dice l'ho sempre portata ad esempio di tutela, ma è cambiata negli ultimi anni, la malattia del mattone ha contagiato anche questa regione e alcune sue soprintendenze come quella di Siena», lamenta Crespi, che auspica il ritorno della valutazione di impatto ambientale prima di dare il via definitivo a nuove opere. L'arrivo di Rutelli alle 14, interrompe momentaneamente Conti, che ha posto la pianificazione concertata tra Regione ed enti locali come strumento principe per un governo equilibrato del territorio che garantisca tutela e sviluppo: «No alla rendita, ma sì al reddito, noi toscani non ci stiamo a fare i posteggiatori» dice l'assessore. E Asor Rosa cerca di riassumere aduso del ministro le istanze che fino a quel momento sono salite dal convegno. «Sono sostanzialmente tre» dice. «La prima è quella del rapporto tra sviluppo e tutela, su cui si misura la distanza con Conti. La seconda sono gli strumenti di controllo e garanzia sovradeterminati che chiedono i sindaci. La terza sono le verifiche, i controlli e gli interventi su opere che si rivelino catastrofiche e mostruose». .Rutelli ripete quanto è stato fatto per Monticchiello, lo stop alle parti di cantiere ancora da avviare, la speranza che siano abbandonate per sempre, il progetto di «mitigare e correggere». Per il futuro, concorda con Conti: «La strada è la pianificazione». Raccoglie qualche applauso, senza entusiasmi. Chiosa Ripa di Meana: «La nostra posizione resta distante da quella del ministro».