il ministro a Monticchiello "Ma non ci saranno demolizioni " MONTICCHIELLO I lavori non si sono interrotti nemmeno ieri, durante l'affollatissimo convegno. Mentre nella "Sala del granaio" si denunciava il nuovo sacco del territorio che ha ricominciato a divorare l'Italia, a pochi passi betoniere e ruspe continuavano a miscelare cemento e scavare fondamenta per completare quella speculazione edilizia nel cuore della Val d'Orcia diventata l'emblema dell'assalto ai luoghi finora intatti del paesaggio italiano. Undici palazzine, di cui 8 già costruite, per un totale di 95 appartamenti, una valanga di metri cubi di cemento che ha portato il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli a dichiarare davanti ad una platea appassionata ma anche polemica, "mai più casi come quello di Monticchiello". Aggiungendo poi: "Abbattere le case già edificate non è fattibile, proveremo a correggerne l'impatto sul paesaggio, ma soprattutto faremo in modo che le ultime palazzine non vengano costruite". Parole, quelle di Rutelli. che hanno diviso le due principali associazioni ambientaliste, Italia Nostra e Legambiente, che hanno organizzato il convegno per denunciare "l'ecomostro" di Monticchiello, insieme al Fai, al Wwf e al Comitato della Bellezza. Carlo Ripa di Meana, presidente di Italia Nostra, ha infatti definite "inaccettabile la posizione di composizione bonaria della vertenza di Rutelli". annunciando invece di voler far ricorso "alle vie penali", mentre per Legambiente sarebbe già un successo "il blocco dell'ultimo lotto di costruzioni". Divisioni a parte, il convegno di per rendere pubblico non solo lo scempio che di quest'angolo di Toscana, ma anche la realtà di centinaia di altri abusi che violano piani paesaggistici e piani regolatori. Dall'Argentario alla Maremma, da Firenze a Fiesole, e in tutto quel Centro Italia fatto di città d'arte meravigliose e fragili, accanto alle quali sorgono villette a schiera, campi da golf, mega-parcheggi. Una corsa continua, come ha sottolineato Vittorio Emiliani del Comitato della Bellezza, "che ha portato l'Italia a diventare il primo produttore europeo di cemento". E così l'incontro di Monticchiello, seguito alla denuncia del professor Alberto Asor Rosa, sulle pagine di "Repubblica", diventa dopo anni di silenzio funestati da condoni e licenze edilizie, un appuntamento per rilanciare la battaglia per la tutela del paesaggio. Certo, come ha ricordato Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, "le undici palazzine di Monticchiello non si possono paragonare ai disastri delia piana di Agrigento, eppure sono il simbolo che anche l'Italia meglio tutelata non è più al sicuro ". E chi sfida i grandi interessi spesso viene lasciato solo. Il sindaco di Mantova Fiorenza Brioni, per essersi opposta ad un insediamento-monstre di 300 villette davanti alle mura della città ad opera di un gruppo di costruttori calabresi, ha subito minacce ed intimidazioni. Ma l'assalto alla bellezza, la corsa al mattone, invece di arricchire, a lungo andare, produce l'effetto opposto, perché un paesaggio devastato non sarà più amato dai turisti. Lo ha sottolineato da Giulia Maria Crespi, presidente del Fai, che ha proposto di reintrodurre la tassa di soggiorno. "Ogni volta che il Fai restaura un palazzo tutto il territorio ne ha un tornaconto economico. E' dalla tutela che possono nascere ricchezza e occupazione, non il contrario".
Rutelli: basta cemento in Val d'Orcia
Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha dichiarato che non ci saranno demolizioni a Monticchiello, dove stanno avvenendo lavori di costruzione di 11 palazzine con 95 appartamenti. Tuttavia, Rutelli ha promesso di fare in modo che le ultime palazzine non vengano costruite e di correggere l'impatto sul paesaggio. Le associazioni ambientaliste Italia Nostra e Legambiente hanno organizzato un convegno per denunciare l'ecomostro di Monticchiello e hanno criticato la posizione di Rutelli. Il convegno ha anche denunciato altri abusi di costruzione in tutta Italia, come ad esempio a Firenze e Fiesole.
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