INTERESSANTE MOSTRA NEL SALONE ESPOSITIVO IN PIAZZA DELLA CATTEDRALE Si tratta di ceramiche rosse di epoca romana presenti in grande quantità nel sottosuolo Concordia Sagittaria I "vasa rubra" sono ceramiche rosse di epoca romana, datate dal primo al settimo secolo dopo Cristo, presenti in grande quantità non solo nel sottosuolo della città di Concordia, ma anche disseminati nel cosiddetto agro concordiese. Da quando, negli anni '80, sono cominciati dei sistematici scavi archeologici ne sono emerse di tutti i tipi, ma soprattutto tante: certe molto ben conservate, altre in cocci di varia grandezza. Sono in genere ceramiche di uso domestico la cui colorazione rossa è data dal tipo cottura, ma la cui particolarità saliente è di aver il "sigillum", avere cioè una sorta di marchio, dato da una figurina impressa. Ed è proprio in virtù di questa particolarità che la mostra, inaugurata ieri, nel contesto del progetto "Vasa Rubra", a cura della Provincia di Venezia, nel salone espositivo in piazza della cattedrale Celso Costantini, s'intitola "Vasa rubra. Terre sigillate da Iulia Concordia". E stata allestita, dopo il riordino e lo studio delle ceramiche emerse, da Francesca Veronese e Alberto Vigoni, sotto la guida di Elena Pettenò, direttrice del Museo nazionale concordiese. "Molte di queste ceramiche - spiega Carla Furlan del Ciset - provengono da Arezzo e sono la testmonianza dei traffici e della intensa vita che si svolgeva a Concordia in epoca romana nei primi secoli dopo Cristo. Come a Concordia, reperti di questo tipo sono rintracciabili nell'isola della costa Slovena che, al pari delle isole della nostra laguna veneziana, dettero rifugio alle popolazioni in fuga dalla invasioni barbariche. Per questo Vasa Rubra è un progetto Interegg "Coast to Coast" per mettere in relazione culturale e turistica le due aree, in questo caso il Comune di Isola in Slovenia che partecipa al progetto. Per Cancordia Sagittaria, e per tutto il territorio del Veneto Orientale si tratta di una importante opportunità prima di tutto in funzione del Parco naturalistico archeologico. Si rafforza cioè l'idea di quest'area come un sito ricco di testimonianze archeologiche che legate ai temi ambientali e naturalistici offre interessanti spunti turistici per l'ambito dell'entroterra lagunare. Pur essendo questi temi ancora di nicchia, sono in forte espansione e quindi degni di essere sviluppati attraverso iniziative quali il convegno e la mostra inaugurata oggi. Ricordo - conclude Furlan - che tutti questi materiali saranno portati in mostra ad una fiera che si svolgerà a Copenaghen, portando così all'estero la promozione turistica di quest'area"