Il convegno che ne è seguito su "L'Appennino dei piccoli Comuni" ha evidenziato l'importanza delle produzioni locali capaci di competere sul mercato globalizzato L'inaugurazione alla presenza di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera PIEVEBOVIGLIANA - Grazie cinesi!. Dietro questa battuta c'è il senso di quanto emerso a Pievebovigliana durante il convegno su L'Appennino dei piccoli Comuni tra imprese, territorio e innovazione, organizzato dalla locale Amministrazione comunale per la giornata inaugurale del Museo storico del territorio. Grazie ai cinesi, infatti, abbiamo riscoperto un modo diverso di fare impresa, che punta sulla qualità e sui 'talenti' del territorio, ha detto l'imprenditrice Orietta Varnelli, la cui azienda affonda le sue radici proprio a Pievebovigliana. La globalizzazione e l'avvento della Cina sui mercati internazionali - ha spiegato - ci hanno fatto riflettere su come poter reggere il confronto. Facciamo bene ciò che sappiamo fare per tradizioni antiche e cultura, continuiamo a migliorare la qualità dei nostri prodotti unendo i saperi tramandati di padre in figlio con le nuove tecnologie, il vecchio con il moderno. Saremo ancora competitivi di fronte a chi non ha storia alle spalle. Di soft economy e della forza dei piccoli Comuni ha parlato anche l'on. Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera. E' stato lui ad aprire il dibattito dopo i saluti introduttivi del sindaco Sandro Luciani. Erano presenti, oltre a Orietta Varnelli, importanti interlocutori: il presidente della Provincia, Giulio Silenzi, il presidente della Camera di commercio, Giuliano Bianchi, il rettore dell'università di Camerino, Fulvio Esposito, il presidente della Fondazione Carima, Franco Gazzani, il presidente di Legambiente Marche, Luigino Quarchioni, e gli assessori ai Beni culturali della Provincia, Donato Caporalini, e del Comune, Augusto Ciuffetti, i quali hanno introdotto il pubblico - presente nella sala consiliare - alla successiva apertura del Museo storico del territorio. Museo che ha sede all'interno del palazzo municipale e che si sviluppa su due piani assieme alla Pinacoteca e alla sezione archeologica, dove sono conservati importanti opere e reperti. La struttura espositiva, basata sulla ricchezza della nostra storia e delle nostre tradizioni - hanno spiegato gli amministratori comunali - vuol essere un 'portale' d'ingresso a Pievebovigliana per i visitatori che poi desiderano apprezzare, dal vivo, il territorio con tutte le sue peculiarità. Nel corso del convegno i qualificati relatori si sono trovati pressoché d'accordo sull'idea di sviluppo da imprimere all'intera provincia di Macerata. Uno sviluppo, sostenibile, che fa rima con cultura, tipicità, turismo, qualità della vita e delle produzioni. Unicità, per utilizzare un termine del presidente Silenzi. E si è parlato pure di strade e di infrastrutture. Proprio Silenzi ha ribadito l'importanza di completare la superstrada fino a Foligno per avere un collegamento con Roma e con il Tirreno, senza colate di cemento e nel rispetto dell'ambiente. Ma su un altro punto sono tutti d'accordo: occorre avere pure le infrastrutture telematiche, perché - è stato detto - sono quelle che oggi ci collegano velocemente a tutto il mondo e senza le quali finiremmo davvero per essere isolati, fuori da qualsiasi mercato".