FEDELI alla loro regola dell'«ora et labora», i monaci benedettini di Subiaco invocano la ripresa dei lavori di rifacimento del piazzale d'ingresso del Sacro Speco. A un anno dal crollo del muro di contenimento del '300, che nel novembre scorso, in seguito alle forti piogge, è franato sulla «scalinata dei pellegrini» sottostante, aprendo una voragine di alcuni metri, c'è ancora solo il passaggio pedonale per i visitatori, costretti all'ingresso in fila indiana. Dopo la messa in sicurezza, i lavori del cantiere sono stati interrotti e ora l'abate, dom Mauro Meacci (nella foto), ha chiesto un incontro al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli per sollecitarne la ripresa. «Siamo consapevoli delle tante esigenze e delle diverse priorità - premette il capo dell'abbazia - ma confidiamo nella volontà di ripristinare almeno il piazzale». Che rappresenterebbe il primo stralcio (spesa prevista 250 mila euro) del progetto destinato a completare l'opera di consolidamento del monastero, che ammonta in tutto a oltre 2 milioni e mezzo.
Lavori allo Speco - L'abate si rivolge al ministro Rutelli
FEDELI alla loro regola dell'ora et labora, i monaci benedettini di Subiaco invocano la ripresa dei lavori di rifacimento del piazzale d'ingresso del Sacro Speco. A un anno dal crollo del muro di contenimento del '300, che nel novembre scorso, in seguito alle forti piogge, è franato sulla scalinata dei pellegrini sottostante, aprendo una voragine di alcuni metri, c'è ancora solo il passaggio pedonale per i visitatori, costretti all'ingresso in fila indiana. Dopo la messa in sicurezza, i lavori del cantiere sono stati interrotti e ora l'abate, dom Mauro Meacci (nella foto), ha chiesto un incontro al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli per sollecitarne la ripresa. Siamo consapevoli delle tante esigenze e delle diverse priorità - premette il capo dell'abbazia - ma confidiamo nella volontà di ripristinare almeno il piazzale. Che rappresenterebbe il primo stralcio (spesa prevista 250 mila euro) del progetto destinato a completare l'opera di consolidamento del monastero, che ammonta in tutto a oltre 2 milioni e mezzo.
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