Verona «Queste dimore non sono immobili come tanti altri, vanno difese, tutelate, ma anche fatte vivere. Per questo, intendiamo chiedere al Governo di sgravare fiscalmente i proprietari delle ville venete. O ci danno gli sgravi fiscali o ci tolgono i vincoli che spesso ci obbligano a costi enormi ed a scelte difficili per poter continuare a utilizzarle». Ha le idee chiare Ricciarda Avesani, presidente dell'Associazione Ville venete che oggi, proprio nei saloni di una di queste spendide ville, Villa Dionisi a Ca' del Lago di Cerea, nel Basso Veronese, ha riunito l'assemblea generale dell'associazione cui si rivolgono i proprietari delle circa quattromila dimore riconosciure come Ville venete. Un vertice con tre temi all'ordine del giorno: il primo incontro ufficiale con il nuovo presidente, Nadia Qualarsa, dell'Istituto regionale Ville venete (il braccio operativo di Venezia che eroga contributi e finanziamenti che si rifanno ai quasi 55 milioni di euro erogati nel 1991 dal ministero dei Beni culturali alla Regione Veneto); si parlerà poi degli archivi delle ville e delle novità fiscali presenti nella Finanziaria all'esame del Parlamento per rilanciare una proposta al Governo, alla Regione, agli enti locali sulle esigenze dei proprietari. La giornata inizierà alle 9 con la relazione del presidente Avesani, che guida l'associazione dall'ottobre del 1994. «Quella di Cerea sarà un'assemblea importante - sottolinea il presidente - perché stiamo attraversando un momento particolare. Vi è stato un doppio cambio, improvviso, alla presidenza ed anche alla direzione dell'Istituto regionale Ville venete, e questa sarà l'occasione per un primo contatto con i nuovi vertici di un organismo che per i proprietari è il principale referente in materia di contributi, finanziamenti e suggerimenti legali». Subito dopo è previsto l'intervento di Nadia Qualarsa, dalla quale i soci-proprietari si attendono indicazioni e sollecitazioni anche in vista del nuovo bando sui finanziamenti al restauro (il precedente è del 2003-2005). L'assemblea continuerà affrontando il tema degli archivi con l'intervento di Diana Toccafondi. «Si tratta di un argomento fondamentale per la conservazione, il restauro, la salvaguardia delle ville venete - dice Ricciarda Avesani - Senza la memoria contenuta in questi archivi non saremmo in grado di conoscere la storia di queste dimore e di valutarne l'importanza. Ma non saremmo nemmeno in grado di dar corso a interventi di restauro o conservazione degni di questo nome. Gli archivi sono fondamentali se vogliamo parlare di un utilizzo turistico-culturale delle ville. Ma serve anche qui un progetto condiviso tra proprietari e istituzioni». Il terzo tema dell'assemblea sarà quello degli aspetti fiscali con gli interventi di Vanni Mengotto, presidente di Anci Veneto che parlerà delle nuove disposizioni dei Comuni del Veneto per le loro Ville, e del fiscalista Gianni Donadi che relazionerà sulle novità fiscali introdotte nella nuova Finanziaria. «Questo è un punto su cui si gioca il futuro delle Ville venete - sottolinea Avesani -. Noi pensiamo che le ville siano dimore da vivere, da tenere aperte, da utilizzare. Ma farlo è sempre più difficile e costoso. Vi sono i vincoli che impediscono di poter realizzare certi lavori e a volte anche di renderle più "abitabili". Io oso anche parlare di "impatto" della Villa veneta sul territorio, perché spesso la sua presenza condiziona lo sviluppo di un'area, il passaggio di una nuova strada, la creazione di un polo economico. Tutto questo, assieme a quello che invece vogliamo siano le ville, ovvero case private, circuiti turistici, musei aperti, deve entrare in un'ampia discussione che non può non finire con gli aspetti fiscali. Dall'assemblea uscirà un documento con richieste chiare alla Regione e al Governo. E partirà da un punto: vogliamo sgravi fiscale per le Ville venete, o non accetteremo più vincoli che spesso ci impediscono di vivere degnamente nelle nostre dimore».