Spariti da appartamenti e ora recuperati. Tra i maestri Modigliani e Guercino Preziosi reperti archeologici greci e romani in bella mostra in abitazioni romane e del resto del mondo, capolavori del Guercino, Tiepolo e Modigliani finiti clandestinamente in gallerie private: oggi tutte queste opere, recuperate negli anni dalle Forze dell'Ordine, possono essere ammirate prima di tornare nella loro collocazione di origine. E' stata inaugurata ieri la mostra "L'arte rubata: il ritorno", allestita dalla Provincia di Roma a Palazzo Incontro. I percorsi di quadri, statue e sculture esposti sono i più insoliti: la Santa Margherita di Antiochia del Guercino, rubata nel 1976 dalla Chiesa di San Pietro in Vincoli e recuperata nel 1989 in un'abitazione romana o il San Giovanni Battista dello stesso autore sono tornati ad essere esposti dopo anni di oblio e ancora, possono essere ammirate Mattonelle esagonali del XVI secolo, ritrovate in una casa della Capitale. «E' presente - racconta il tenente colonnello dei carabinieri, Ferdinando Musella - un'opera quasi sconosciuta di Amedeo Modigliani, "Fillette aux bas rouges" (La Ragazza dalle calze rosse), mai esposta a Roma: il padre della giovane ritratta, non apprezzando il quadro, pretese che fosse nascosto e l'opera è finita in un'abitazione monegasca, dove è stata recuperata dai carabinieri». Ma le storie incredibili non finiscono qui, come quella della statua di Artemide Amazzonica, trafugata nella necropoli di Cerveteri e ritrovata nelle campagne di Montelibretti nel 2005 o "La Beata Concezione" del Tiepolo, rubata a Venezia nel 1982 e recuperata a Taranto. «La Testa colossale di Alessandro Magno, del II secolo dopo Cristo - ha aggiunto Musella - da Tivoli, è finita a Saint Germain des Prés, a Parigi, per non parlare del Volto d'Avorio, del IV secolo a.C., considerata tra le opere più preziose del periodo; Askos Canosino con decorazione plastica, del III a.C., poi, ha viaggiato ovunque, da Cesano, dopo uno scavo clandestino, ha raggiunto Germania, Svizzera e Inghilterra, dove è stato ritrovato». All'inaugurazione di ieri hanno partecipato, tra gli altri, oltre al presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, gli assessori provinciali alla Cultura, Vincenzo Vita, e ai grandi eventi, Adriano Panatta, il generale Ugo Zottin, comandante del nucleo patrimonio artistico dei carabinieri, il generale Riccardo Amato, comandante provinciale dei carabinieri, il generale Pietro Ciani, comandante interregionale Italia centrale della guardia di finanza, il cardinale Francesco Marchisano, Arciprete della Basilica di San Pietro e Monsignor Giovanni D'Ercole. «E' un giorno importante - ha sottolineato Gasbarra - perché restaurare e riaprire per ridare agli altri è il compito per eccellenza che le amministrazioni, i governi e lo Stato devono fare. Ora queste opere possono essere finalmente ammirate».
Inseguiti fino a Parigi i tesori rubati a Roma
La Provincia di Roma ha inaugurato una mostra "L'arte rubata: il ritorno" a Palazzo Incontro, dove sono esposte opere rubate negli anni, come la Santa Margherita di Antiochia del Guercino, il San Giovanni Battista dello stesso autore e Mattonelle esagonali del XVI secolo. Tra le opere esposte, ci sono anche una statua di Artemide Amazzonica, una Testa colossale di Alessandro Magno e un Volto d'Avorio del IV secolo a.C. Le opere sono state recuperate dalle Forze dell'Ordine e sono state restaurate prima di essere esposte. La mostra è stata inaugurata con la presenza di vari personaggi, tra cui il presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra, e il cardinale Francesco Marchisano.
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