Paestum. La Campania turistica che ho in mente? Quella per i giovani: nel Mediterraneo l'unica isola a misura di nottambuli è Panarea, ma mi chiedo allora perchè una delle isole del golfo non possa gareggiare, oltre che per bellezza anche per attrazione dei più giovani, con Ibiza o Mikonos?". Alessandro Cecchi Paone lancia la sua provocazione agli stati generali del turismo di Paestum. Che motiva con l'idea che i turisti rischiano di invecchiare e il ricambio non si assicuri per tempo. Se la prende anche con le fiction, a cominciare dall'ultima, "Capri": «Ma c'era bisogno di sostenere l'immagine di un'isola che invece ha bisogno d'ossigeno?». Salva invece "Un posto al sole": «Quanti in Italia, oggi, grazie alla serie Tv hanno conosciuto Palazzo Donn'anna». E se proprio si deve fare un lavoro di sostegno all'archeologia è Ercolano e non Pompei a dover essere sostenuta, secondo l'autore Tv. «A Napoli ho fatto la quinta elementare al "Cimarosa" e la prima media alla "Della Valle", ho vissuto a Posillipo e da anni sono un tifoso della Campania minore; non quella meno preziosa, evidentemente, ma più sconosciuta. Dalla cappella San Severo a l'isola della Gaiola, ma anche alcune calette del Cilento, sono per me luoghi dell'anima e li ho messi nei miei documentari», racconta Cecchi Paone. Dall'esperienza sul campo, ricaverebbe video da proiettare sugli aerei in arrivo a Capodichino, facendo invece un unico rogo delle tonnellate di depliant e guide turistiche istituzionali «ormai inutili». E la tirata polemica la prosegue il massmediologo Klaus Davi che contesta quell'idea un po' masochistica di esaltare sempre il peggio: «Sulle prime pagine dei giornali finisce quasi sempre l'emergenza criminalità» e quando mette sul tavolo i risultati di un'indagine sulla stampa internazionale, si scopre che i grandi giornali americani mettono ai primi posti la Campania, costruendo una "reputazione" regionale che è attualmente più che lusinghiera. g.c.