Paestum. Sarà l'anno della ripresa. Marco Di Lello, assessore regionale al turismo, dopo cinque anni di sofferenza, vede i primi segnali di ripresa del settore. Nel primo semestre del 2006, quindi anche senza i dati di luglio e agosto, il settore turistico in Campania ha recuperato il terreno perduto: cinque per cento in più di presenze. Agli Stati generali del turismo convocati per il secondo anno da Di Lello, la Regione mette in campo investimenti nella formazione, nel marketing; idee e proposte di comunicazione anche estremamente originali e un consistente pacchetto di investimenti che mira a recuperare il tempo perduto. E le strategie vanno da un impegno preso le ambasciate dell'estremo oriente che non riescono a smaltire l'enorme richiesta di visti turistici: «Con il risultato che Germania e Spagna fanno arrivare il triplo dei turisti da quell'area e noi, per timore dell'immigrazione diventiamo irraggiungibili»; fino ai concerti in Cina con Arbore. Ma c'è anche un progetto per differenziare l'offerta, specialmente nelle aree marginali della Regione con tariffe più basse ma senza rinunciare alla qualità: «Non siamo solo la regione della Penisola Sorrentina, di Positano e Capri», spiega Di Lello. E se la Russia ha avuto la palma di miglior cliente degli alberghi campani per incremento di numero di presenze, ora si punta ai mercati di India e Cina. Nasce quindi una rete di infopoint all'estero, mentre saranno investiti 24 milioni per il marketing turistico. In particolare, venti milioni di euro andranno alla promozione del marchio Campania sul mercato nazionale e in sette paesi esteri (Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Russia e Giappone). Poi si spingerà sulla promozione dei prodotti del territorio. Ma c'è anche l'intento di guardare ai privati con cui chiudere accordi di partnership (sono pronti specifici bandi) nel campo della realizzazione di iniziative e progetti di promozione turistica nel settore crocieristico, aereo e ai tour operators (il tutto per 4 milioni di euro di investimento). «I benefici di tali azioni sono già visibili nei collegamenti diretti con New York, Mosca e Madrid - spiega Di Lello - che ci hanno consentito di vedere crescere in numero molto significativo i flussi provenienti da quei paesi. Per questa azione stanziamo un budget complessivo di 1,5 milioni». Poi l'impegno per il marchio Campania, stilizzato in una classica skyline di Napoli, con Vesuvio, faraglioni e templi. E se il tema scottante di questi giorni è quello delle troppe missioni all'estero, Di Lello non lo elude: «L'obiettivo è fare sistema, evitare missioni di dubbia utilità di enti locali, comunità montane e quant'altro, che nulla hanno a che fare con la promozione della Campania all'estero», ma anche puntare sull'informazione, sull'accoglienza, sulla qualità. Un osservatorio turistico regionale assicurerà il monitoraggio costante del sistema turistico in Campania che, in merito agli arrivi e alle partenze, cercherà di porre fine al consueto balletto di cifre, con un Ddl che la Giunta regionale ha approvato in primavera, con la mission di contenere le spese e con l'intento di puntare sull'informazione e sull'accoglienza. Prende di petto anche la resistenza che le aziende turistiche fanno alla riforma che verrà del settore dall'Agenzia regionale del turismo: «Ma vi pare che quegli sportelli portino turisti. Si fa così, credete, accoglienza? E quale specificità dovranno difendere se vogliamo fare un marchio unico Sorrento-Amalfi». «Entro fine anno prevediamo un bando per la selezione del personale e per una nuova gestione dei punti informazione che li renda dei biglietti da visita della Campania dei quali essere orgogliosi, fino a diventare essi stessi veri e propri attrattori». Si comincia con gli infopoint di Parigi, New York, Londra, Berlino, Madrid e Barcellona. Tra i prossimi appuntamenti c'è la Cina con la mostra su Pompei, concerti di musica napoletana ed un testimonial («Che da anni fa gratis pubblicità alla Campania», dice Di Lello) come Renzo Arbore.