La cessione a Universal di Bmg comporterà una riorganizzazione in Italia. L'uscita dal business dell'editoria musicale è stata una scelta dolorosa ma necessaria per il gruppo tedesco Bertelsmann, che doveva fare cassa per ricomprare il 25 delle azioni proprie e stabilizzarne l'assetto. Così ha incassato 1,6 miliardi dalla cessione della Bmg music publishing alla francese Universal Vivendi (attraverso la controllata Universal music, prima casa discografica mondiale) e nel pacchetto è finita anche la italiana Bmg Ricordi mp, numero uno europeo nella musica stampata, classica e leggera, 45 milioni di giro di affari e 60 dipendenti, guidata dal presidente e dg Tino Cennamo. Ma dalla cessione, che è ancora sottoposta alla verifica dell'Antitrust, il gruppo tedesco ha escluso un asset culturale di grande rilievo, lo storico Archivio Ricordi, costituito in una specifica società, che sarà collegato alle attività istituzionali della Fondazione Bertelsmann. Proprio in questi giorni a Milano è nato il Comitato nazionale per le celebrazioni del bicentenario della fondazione di Casa Ricordi 1808-2008, presieduto dallo stesso Cennamo con Vittorio Sgarbi (assessore alla Cultura di Milano), Stephane Lissner (Teatro Alla Scala) e Luciano Scala (Beni culturali) nella giunta. Cennamo è anche il vicepresidente dell'Archivio Ricordi spa (che comprende gli originali e i documenti dei musicisti della casa musicale milanese, da Giacomo Puccini a Giuseppe Verdi). La Bmg Ricordi presto sarà probabilmente integrata con la struttura italiana di Universal music.