Grazie ai 350 milioni di euro messi a disposizione dal governo chiusura lavori in anticipo E' CONFERMATO. Da Pantano a San Giovanni la metro C aprirà con un anno e mezzo di anticipo: nel febbraio 2011 anziché nell'ottobre 2013. Ad annunciarlo è il sindaco Walter Veltroni, in visita ai cantieri archeologici del tratto San Giovanni-piazza Venezia, che invece entrerà in funzione nel 2013. «L'accelerazione che avevamo già annunciato grazie ai 350 milioni di euro in più promessi dal ministro Di Pietro - spiega Veltroni - è stata adesso contrattualizzata. In altre parole: le imprese costruttrici hanno firmato un nuovo contratto che tiene conto delle risorse aggiuntive e della diversa tempistica. Così Roma già dal 2011 potrà contare su 23 chilometri di metro C e 21 stazioni. Nel frattempo, per la fine del 2010 e l'inizio dei 2011 sarà pronta anche la Bl, la diramazione della B, da Bologna a Conca d'Oro. Un potenziamento che non ha precedenti nella storia di Roma». Per il tratto San Giovanni-piazza Venezia, invece, siamo ancora alla fase della progettazione preliminare. «Gli scavi archeologici servono proprio per la progettazione definitiva - spiega il soprintendente archeologico di Roma Angelo Bottini - sulla base dei ritrovamenti si deciderà dove collocare le stazioni della metropolitana. Anche il ministro Rutelli è di questo parere». Niente paura, i reperti archeologici non verranno spazzati via, lo promette anche il sindaco. «Realizzeremo una metropolitana archeologica - ripete Veltroni -mettendo insieme le esigenze della mobilità e la valorizzazione delle testimonianze archeologiche». I ritrovamenti non sono solo di epoca romana. A piazza Venezia, per esempio, gli scavi sono arrivati finora ad una profondità di cinque metri, bisognerà arrivare fino a mettere in luce lo strato dell'età dei Cesari. «Abbiamo trovato le fondamenta di Palazzetto Venezia, l'edificio fatto smontare e spostare dal Sacconi per allargare la piazza durante la costruzione dell'Altare della Patria», racconta Bottini. Le fondamenta saranno lasciate visibili come testimonianza storica e l'imbocco della stazione cambierà collocazione rispetto all'idea originaria. Nella piazza gli archeologi sperano di trovare resti dell'antica via Flaminia e di localizzare finalmente l'Ara di Marte. Reperti di età romana sono invece stati trovati nel cantiere di via del Fori Imperiali. Uno scavo ha restituito i basoli di una strada dell'VIII-DC secolo dopo Cristo, «una deviazione della via Sacra che attraversa il Foro Romano -spiega l'archeologa della Soprintendenza statale Maria Antonietta Tomei - che conduceva al quartiere delle Carine. Al di sotto dovrebbero esserci altri due livelli, uno di epoca medio imperiale, l'altro ancora più antico». Accanto, un altro scavo ha portato alla luce resti di edifici di età tardo imperiale, del V-VI secolo dopo Cristo. Ma la scoperta più affascinante è l'esatta collocazione della collina Velia, sbancata dalle picconate del ventennio fascista per aprire via dei Fori Imperiali. «Ecco, si vede chiaramente da dove iniziava la collina - indica l'archeologa Tomei - perché c'è solo terra, senza reperti, accanto, invece, cominciano le fondamenta di edifici imperiali». Intanto, a novembre, ci sarà l'assegnazione del project financing per la linea D. Dalle metro del prossimo futuro a quelle esistenti, con l'esperienza dolorosa del disastro a piazza Vittorio per la linea A e l'ultimo guasto di giovedì pomeriggio sulla B, che ha provocato reazioni di panico tra i passeggeri, rimasti chiusi mezz'ora in galleria. Il sindaco rassicura i romani. «Abbiamo avuto un incidente. Dopo di che la condizione psicologica dei cittadini, come è legittimo, cambia. Mai romani possono stare assolutamente sicuri. Abbiamo cambiato quasi tutti i treni della linea A e stiamo rinnovando i treni della linea B per portarli ad un livello di sicurezza importante. Può capitare che un convoglio si fermi, che ci sia un calo di tensione, ma i dispositivi di sicurezza sono assolutamente funzionanti», dichiara. E l'assessore alla mobilità Calamante: «La sicurezza è intrinseca al sistema. Ci possono essere guasti o avarie, ma la sicurezza sta nelle regole stabilite che non possono essere modificate da nessuno».