Repubblica Palermo 27-OTT-2006 Primo passo per il recupero dell ' edificio monumentale assediato dal cemento UN CASTELLO arabo-normanno al prezzo di un appartamento di periferia. Poco più di 270 mila euro per l'espropriazione del Palazzo dell'Uscibene del dodicesimo secolo. Un intervento che potrà finalmente assicurare la rinascita della nobile residenza, fondata quasi di certo in età ruggeriana, e adibita in origine a "sollazzo" tra i giardini islamici e le fontane del parco reale di caccia del Genoard, di cui facevano parte anche la Zisa, la Cuba e la Cuba soprana. La soprintendenza di Palermo ha, infatti, appena aggiornato la stima di esproprio del bene, ferma a tre anni fa e pari a 240milaeuro, su richiesta dell'assessorato regionale ai Beni culturali intenzionato ad acquistare il monumento. È stato così compiuto il primo importante passo per il recupero dello Scibene, in mano a proprietari privati, e ridotto in stato di degrado e abbandono. «Nei giorni scorsi dice la soprintendente Adele Mormino abbiamo effettuato la perizia per espropriare l'edificio, una costruzione pertinente e alcune porzioni di verde contigue. Non si tratta dell'intera area sottoposta al vincolo, ma solo della parte necessaria al recupero dell'immobile. Antonino Scimemi, capo di gabinetto dell'assessorato ai Beni culturali, conferma: «Già dieci anni fa, mi ero proposto di recuperare lo Scibene, ma ìnvano. Oggi l'assessore Lino Leanza ha invece dimostrato la volontà concreta di acquisire il palazzo. Per questo abbiamo chiesto l'intervento della soprintendenza. Ora dobbiamo cercare i finanziamenti, che verranno da un capitolo di spesa dell'assessorato». Ubicato a Fondo Di Cara, tra le stradine ai margini di viale Regione Siciliana, il Palazzo dello Scibene, detto anche l'Uscibene, appare nascosto da palazzine e villette. La struttura presenta pericolose crepe. Il tetto in legno è fradicio, la copertura in muratura deteriorata, la pavimentazione assente. Da recuperare del tutto il pianterreno, dove si trova una camera dello scirocco, comunicante con una grotta e una sorgente naturali. Addossata al lato sinistro, una casa con tanto di parabolica sul tetto. La ringhiera di un'altra casa adiacente è invece conficcata nella parete esterna destra. Qui sono visibili i segni di una singolare superfetazione, una gabbia per scimmie, eliminata qualche anno fa. Intorno al monumento inoltre un giardino privato con una fontana molto kitsch. Con l'esproprio e l'acquisto da parte dell'assessorato ai Beni Culturali, l'Uscibene potrebbe ora avviarsi verso una nuova fase. E chissà potrebbe presto essere dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco insieme agli altri monumenti arabo-normanni del Genoard.
SICILIA: Via all'esproprio dell'Uscibene gioiello arabo a prezzo di saldo
Il Palazzo dell'Uscibene, un edificio arabo-normanno del dodicesimo secolo, è stato acquistato dall'assessorato regionale ai Beni culturali per 270.000 euro. La struttura, che è stata abbandonata e degradata, potrebbe essere recuperata grazie all'intervento della soprintendenza di Palermo. L'edificio, che è stato oggetto di un'aspettativa di recupero da parte dell'assessorato per dieci anni, è stato acquistato con l'intento di restaurarlo e di renderlo accessibile al pubblico. La soprintendente Adele Mormino ha confermato che la perizia per l'esproprio è stata effettuata e che l'area interessata è stata identificata.
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