Via all'esproprio dell'Uscibene gioiello arabo a prezzo di saldo UN CASTELLO arabo-normanno al prezzo di un appartamento di periferia. Poco più di 270 mila euro per l'espropriazione del Palazzo dello Scibene del dodicesimo secolo. Un intervento che potrà finalmente assicurare la rinascita della nobile residenza, fondata quasi di certo in età mggeriana, e adibita in origine a "sollazzo" tra i giardini islamici e le fontane del parco reale di caccia del Genoard, di cui facevano parte anche la Zisa, la Cuba e la Cuba soprana. La soprintendenza di Palermo ha, infatti, appena aggiornato la stima di esproprio del bene, ferma a tre anni fa e pari a 240milaeuro,su richiesta dell'assessorato regionale ai Beni culturali intenzionato ad acquistare il monumento. È stato così compiuto il primo importante passo per il recupero dello Scibene, in mano a proprietari privati, e ridotto in stato di degrado e abbandono. «Nei giorni scorsi dice la soprintendente Adele Mormino abbiamo effettuato la perizia per espropriare l'edificio, una costruzione pertinente e alcune porzioni di verde contigue. Non si tratta dell'intera area sottoposta al vincolo, ma solo della parte necessaria al recupero dell'immobile. Antonino Scimemi, capo di gabinetto dell'assessorato ai Beni culturali, conferma: «Già dieci anni fa, mi ero proposto di recuperare lo Scibene, mainvano. Oggi l'assessore Lino Leanza ha invece dimostrato la volontà concreta di acquisire il palazzo. Per questo abbiamo chiesto l'intervento della soprintendenza. Ora dobbiamo cercare i finanziamenti, che verranno da un capitolo di spesa dell'assessorato». Ubicato a Fondo Di Cara, tra le stradine ai margini di viale Regione Siciliana, il Palazzo dello Scibene, detto anche l'Uscibene, appare nascosto da palazzine e villette. La struttura presenta pericolose crepe. Il tetto in legno è fradicio, la copertura in muratura deteriorata, la pavimentazione assente. Da recuperare del tutto il pianterreno, dove si trova una camera dello scirocco, comunicante con una grotta e una sorgente naturali. Addossata al lato sinistro, una casacontantodi parabolica sul tetto. La ringhiera di un'altra casa adiacente è invece conficcata nella parete esterna destra. Qui sono visibìli i segni di una singolare superfetazione, unagabbia per scimmie, eliminata qualche anno fa. Intorno al monumento inoltre un giardino privato con una fontana molto kitsch. Con l'esproprio e l'acquisto da parie dell'assessorato ai Beni Culturali, l'Uscibene potrebbe ora avviarsi verso una nuova fase. E chissà potrebbe presto essere dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco insieme agli altri monumenti arabo-normanni del Genoard.
Primo passo per il recupero dell'edificio monumentale assediato dal cemento
Il Palazzo dello Scibene, un castello arabo-normanno del dodicesimo secolo, è stato espropriato per un prezzo di 270 mila euro. L'intervento è stato richiesto dall'assessorato regionale ai Beni culturali, che intende acquistare il monumento e recuperarlo. La struttura presenta problemi di stabilità e di degrado, ma con l'esproprio e l'acquisto, potrebbe avviarsi verso una nuova fase di recupero. L'Uscibene potrebbe presto essere dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco insieme agli altri monumenti arabo-normanni del Genoard. La soprintendenza ha effettuato la perizia per l'esproprio e ha identificato la parte necessaria al recupero dell'immobile.
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