PISA. Una delle scoperte più importanti della fine del XX secolo; così è stato definito il ritrovamento del tumulo etrusco detto La Tomba del Principe, di via S. Jacopo. A questa grande testimonianza della ricca storia del territorio pisano è stata dedicata la mattinata di ieri. Si è svolta nel sito archeologico la cerimonia di inaugurazione degli ultimi lavori eseguiti dalla Soprintendenza archeologica per la Toscana. E sono stati presentati i nuovi pannelli didattici del sito realizzati dal Comune con il Gruppo archeologico pisano e i pieghevoli esplicativi realizzati dal liceo "Dini" nel progetto "La scuola adotta un monumento". «La tomba del Principe - ha detto l'assessore alla cultura Bianca Maria Storchi - è il segno della presenza degli etruschi a Pisa e anche uno dei più importanti siti archeologici della Toscana». Il Comune si è impegnato a fondo nella valorizzazione del tumulo. Per garantirne la fruizione a cittadini e turisti è stata preparata una cartellonistica che fornisce indicazioni storico-culturali precise. Grazie a una convenzione con la ditta "Due Ruote per la Città" si possono prenotare gite turisti-che con il trenino ecologico che dal centro storico arriva in via S. Jacopo; si possono organizzare visite guidate con l'ausilio della coop "FormaCultura". «Il lavoro è uno splendido esempio di collaborazione tra forze istituzionali e non - ha sottolineato la dott. ssa Lo Schiavo, Soprintendente archeologico per la Toscana - lo sforzo congiunto di Università, associazioni di volontariato e istituzioni pubbliche ha riportato alla luce la bellezza di questo complesso sepolcrale che ha la fortuna di trovarsi in un luogo ideale, non sommerso, come spesso capita, in realtà moderne incongrue». Il professor Bruni, docente dell'Università di Ferrara e responsabile degli scavi dal '94 al '98 ha illustrato la storia della scoperta del tumulo che, con i suoi 30 metri di diametro, il più esteso tra quelli rinvenuti in Toscana, doveva essere funzionale ad un rituale di sepoltura riservato agli appartenenti al ceto aristocratico, utilizzato successivamente anche in epoca romana per gli imperatori. «L'opera di manutenzione ordinaria successiva alla fase di restauro è stata affidata al Comune - ha detto la dott.ssa Paribeni, della Soprintendenza archeologica - tramite un protocollo che fornirà le istruzioni su come aver cura dei delicati materiali che compongono la Tomba». Da gennaio a maggio sono stati registrati 2.700 visitatori. Prenotazioni tel. 050 530101 o 05020438.