Salvare gli intonaci del barocco Allarme «dorato» a Noto. Riflettori accesi sul patrimonio lapideo della città che ospiterà dopodomani «Salvalintonaco»: un convegno promosso dal dipartimento Beni culturali di Legambiente nell'ambito della manifestazione «Salvalarte», con il patrocinio del consorzio universitario «Archimede». Tema dell'evento, che si svolgerà per tutta la giornata di venerdì al Teatro comunale, lo stato dell'arte degli intonaci e dell'architettura lapidea netina dall'inconfondibile colore dorato. Un'occasione, dunque, per focalizzare l'attenzione sul rischio di perdita del patrimonio che è valso alla città il riconoscimento Unesco. «Riteniamo di fondamentale importanza la questione della salvaguardia degli intonaci, le delicate superfici degli edifici settecenteschi, così come dei monumenti in pietra della città - affermano i promotori della iniziativa -. Per approfondire il tema e definire lo stato dell'arte a Noto abbiamo dunque ideato un convegno scientifico al quale prenderanno parte esperti di rilevanza nazionale». I lavori inizieranno venerdì alle 9, dopo i saluti ufficiali del sindaco di Noto, Corrado Valvo, del presidente della Provincia, Bruno Marziano, e del presidente del consorzio universitario, Salvo Baio, che presiederà il congresso. A illustrare la posizione di Legambiente e la edizione 2006 di «Salvalarte» sarà Gianfranco Zanna, coordinatore regionale, mentre il coordinatore del circolo di Noto, Vincenzo Belfiore, parlerà del rischio di deterioramento degli intonaci e del barocco della città. «Un rischio serissimo - afferma Belfiore -. Gli intonaci settecenteschi potrebbero finire tra i calcinacci, compromettendo per sempre l'unitarietà della immagine urbana di Noto. E' un rischio che corrono anche le altre città iscritte dall'Unesco nella "World Heritage List" - per i valori di eccezionalità riconosciuti alle architetture tardo-barocche, frutto della ricostruzione settecentesca post-terremoto, come Palazzolo, Modica, Ragusa e Scicli». Parola ai direttori dei lavori per il secondo momento del convegno, che vedrà protagonisti gli architetti Susan per palazzo Nicolaci e il convento del SS. Salvatore, Lutri e Mannuccia per palazzo Trigona, mentre l'architetto Tringali e l'ingegnere De Benedictis parleranno dello stato dei lavori della Cattedrale. Saranno anche presenti l'assessore comunale al Turismo di Siracusa, Fabio Granata, la soprintendente Mariella Muti, la presidente del «Centro studi sul barocco», Lucia Trigilia. Numerosi gli interventi degli altri esperti nel pomeriggio, tra cui quelli del petrografo Lorenzo Laz-zarini e del chimico Mauro Mattini, fino alle conclusioni del presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta.