Gli ambientalisti condannano il piano del Consorzio di gestione. Gli Amici della terra: "Chi ha violato la legge non deve restare impunito". CAGLIARI. Area protetta, certo, ma non dalle polemiche. Le ultime denunce sul Parco di Molentargius-Saline sono state sollevate, con un comunicato al vetriolo, dalle associazioni Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra. Sul banco degli imputati è finito un documento che ancora non esiste: il Piano di risanamento urbanistico di Is arenas e Medau su cramu, voluto dal consiglio direttivo del parco e avallato dal direttore Generale Mariano Mariani. La nuova polemica nasce dalla selezione di sei professionisti esterni, annunciata dal Consorzio di gestione. I sei dovranno occuparsi di stendere il Piano del parco, ma anche studiare il risanamento urbanistico per le zone colpite dagli abusi e quindi ipotizzare un possibile colpo di spugna. Dove sta l'inghippo? Stefano Deliperi e Bruno Caria, responsabili delle due associazioni, tagliano corto e affermano: "La preparazione del piano da parte del Consorzio è illegittima, e per spiegare il perché, siamo pronti a fornire ai vertici dell'ente una consulenza giuridica gratuita. La competenza, così come recita la legge regionale sul controllo delle attività edilizie e sul risanamento urbanistico, è dei Comuni interessati, in questo caso Cagliari e Quartu. Inoltre, anche nel territorio del capoluogo, dove è maggiore la densità di abusivismo edilizio, non è stato raggiunto il grado di compromissione minimo". Dopo le precisazioni, arriva la stoccata: "Anziché contrastare il fenomeno dell'abusivismo nel Parco del Molentargius-Saline - si legge nella nota degli ambientalisti - lo si vuole premiare e bonficare". Non mancano i riferimenti alla politica del mattone promossa e avallata dalla giunta comunale cagliaritana, cinque anni fa, quando i tecnici di via Roma stilarono un primo piano di risanamento sonoramente bocciato e censurato dal Comitato regionale di controllo, su denuncia delle associazioni ambientaliste. E cosa disse nel 2001 il Coreco? Una cosa semplice semplice: il piano paesistico di Molentargius-Monte Urpino, approvato dalla Regione nel lontano 1979, qualifica la zona di Medau su cramu sotto la tipologia "Conservativa naturale", dove dunque è vietata l'edificazione. "Adesso - aggiungono Deliperi e Caria - visto che in passato il Comune di Cagliari non è riuscito a premiare gli abusivi, oggi a farlo vuole essere addirittura chi gestisce il Parco naturale". Seguono i freddi numeri che riguardano l'anarchia edilizia nel Molentargius-Saline: nel capoluogo, le costruzioni che non hanno beneficiato della sanatoria sono otto e, dice la legge, andrebbero demolite subito, mentre i casi ancora in esame sono centoquaranta. Nel territorio quartese invece, le strutture da abbattere sono quattro, le concessioni in sanatoria otto e ci sono trentacinque pratiche in sospeso. "I casi sono 185 - ricordano Deliperi e Caria -. Tuttavia l'abusivismo edilizio prospera dentro quest'area super tutelata sulla carta, grazie all'inerzia delle pubbliche amministrazioni che devono, per legge, intervenire: acquisizione del patrimonio abusivo non condonabile e demolizione, rilascio di concessioni in sanatoria solo a chi ne ha diritto ed effettiva gestione del proprio territorio". La prossima mossa? "Informeremo la direzione del Parco - si legge nel documento - e segnaleremo la curiosa anomalia all'assessorato regionale all'Ambiente. Auspichiamo un'azione incisiva contro l'abusivismo e non escludiamo, in merito, un'altra denuncia alla procura della Repubblica".