VENEZIA - Nel corso dell'incontro tecnico del 2 novembre su Mose e ipotesi alternative, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari proporrà di spostare il Comitatone dell'8 novembre. «Quella data è troppo ravvicinata - spiega Cacciari - bisognerà farlo qualche giorno dopo». La data scelta da Palazzo Chigi per la riunione plenaria non è dunque piaciuta al sindaco. Tanto più che sulla convocazione arrivata martedì fosse indicata come sede dell'incontro Roma, contrariamente a quanto assicurato più volte da esponenti di spicco del governo come il vicepremier Francesco Rutelli ovvero che il Comitatone «decisivo» si sarebbe tenuto a Venezia. Un aiuto allo spostamento di data potrebbe arrivare dal ministro per l'Università e la Ricerca Fabio Mussi, che nel giorno fissato avrebbe già un impegno improrogabile. Dal ministro Mussi il Comune è anche in attesa di un chiarimento riguardo ad uno dei pareri inviati a Venezia dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e firmato dal Consorzio ricerche sulla laguna (Corila). Un parere, commissionato dal Miur, che boccia le ipotesi alternative alle dighe, ma che non è su carta intestata del ministero e quindi -questa la speranza di Ca' Farsetti, che riteneva di avere in Mussi un appoggio - non dovrebbe rappresentarne la posizione ufficiale. Per l'inizio della prossima settimana, forse già per lunedì, si attendono invece gli altri pareri mancanti, ovvero quello del ministero per l'Ambiente, guidato da uno storico oppositore del Mose come il verde Alfonso Pecoraro Scanio, e quello del ministero dei Trasporti, il cui viceministro è Cesare De Piccoli, sostenitore del progetto «Perla», che al posto del Mose prevede il restringimento e l'abbassamento della bocca di porto del Lido e lo spostamento del terminal crocieristico fuori dalla laguna. Ieri a Ca' Farsetti si studiavano ancora le strategie per l'incontro del 2 novembre. L'obiettivo è ottenere altri incontri successivi dove valutare dal punto di vista tecnico l'ipotesi del Comune, che prevede la riduzione dell'ampiezza delle bocche di porto e che porterebbe -secondo i calcoli del professor Luigi D'Alpaos - ad una riduzione del livello medio di marea di una ventina di centimetri. Cacciari auspica che sia quello il centro del dibattito, più che il «sì o no» al Mose. Anche se in Comune fanno notare che anche il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici - contrario alle alternative - ha sottolineato che del sistema Mose serve un progetto esecutivo generale e unitario.