II rapporto della Commissione sulla società che finanzia arte e spettacoli MILANO II destino della Arcus a questo punto sembra segnato: per la società «Arte, cultura e spettacolo» dei ministeri per i Beni e le Attività Culturali e Infrastrutture, si va verso il commissariamento dopo solo due anni di vita e tante accuse di «scarsa trasparenza» su modi e tempi dei finanziamenti. È questa la via indicata dalla commissione, presieduta da Paolo Baratta e voluta dal ministro Francesco Rutelli, che ha chiuso la relazione lo scorso 26 settembre. Le conclusioni dei saggi, che si aggiungono ai rilievi già giunti la scorsa estate dalla Corte dei Conti, sono durissime: le dieci pagine del documento evidenziano, senza giri di parole, i dubbi sulle funzioni attribuite alla società, sui progetti che dovevano beneficiare dei finanziamenti e sulla stessa forma di spa visto che, di fatto, il ruolo della Arcus era quello di «semplice intermediario» nonostante «le magniloquenti espressioni contenute nelle convenzioni con cui si davano indirizzi ad Arcus». In particolare, come già era successo con la relazione della magistratura contabile, l'accento è posto sull'opacità dei percorsi di utilizzo dei finanziamenti pari al 3 degli stanziamenti per le infrastrutture e sui dubbi della stessa legittimità di una struttura di questo genere. Toccherà ora ai ministeri decidere sulle sorti della spa rimasta congelata negli ultimi mesi in attesa di queste conclusioni. Ma certo, viste anche le polemiche di natura politica sorte intorno alla Arcus, sarà difficile pensare a un passaggio indolore. Solo tre giorni prima delle ultime elezioni gli allora ministri Rocco Buttiglione e Pietro Lunardi avevano firmato dei decreti per dirottare finanziamenti pubblici da un progetto all'altro. Polverizzando ancora i progetti finanziati. Un punto sul quale sono intervenuti indirettamente i saggi sottolineando l'opportunità di pochi e significativi interventi. Senza contare che tra le anomalie riscontrare dai magistrati contabili era emersa anche la gestione eccessivamente «privatistica» dei soldi pubblici con chauffeur assunti ad hoc e consulenze record. Anche se nessun illecito risulta dalla relazione. È probabile ora che si arrivi a un forte ridimensionamento della struttura e delle funzioni della Arcus, una delle strade prospettate dalla commissione di cui hanno fatto parte Pio Baldi, Costanza Pera e Pio Silvestri.
Sprechi e spese poco trasparenti Arcus verso il commissariamento
La Commissione sulla società che finanzia arte e spettacoli ha concluso che la società Arte, cultura e spettacolo dei ministeri per i Beni e le Attività Culturali e Infrastrutture (Arcus) è destinata al commissariamento dopo solo due anni di vita. La commissione ha evidenziato dubbi sulla trasparenza dei finanziamenti e sulla legittimità della struttura. I saggi hanno anche criticato la gestione eccessivamente privatistica dei soldi pubblici e le polemiche politiche intorno alla Arcus. Ora tocca ai ministeri decidere sulle sorti della società. È probabile che si arrivi a un forte ridimensionamento della struttura e delle funzioni della Arcus.
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