DUE buone notizie sul fronte della lettura. La prima: cresce in Italia il consumo di libri, seppure con l'andatura del bradipo. I primi sei mesi del 2006 hanno fatto registrare un incremento dello 0,6 delle copie vendute in libreria (3,7 in termini di valore) rispetto allo stesso periodo del 2005. Il primo trimestre era stato tuttavia più brillante: 2,8 le copie, 7 il valore del venduto. La seconda notizia è ancora più confortante: sarà presto realtà il Centro per il Libro e la Lettura, così come Francesco Rutelli, vice-presidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali, aveva promesso appena cinque settimane fa in occasione degli Stati generali dell'editoria. Il progetto è stato definito ieri, in un protocollo d'intesa che è stato firmato a palazzo Chigi dai ministeri interessati, dai rappresentanti degli enti locali e da quelli del mondo dell'editoria. Al termine dell'incontro Rutelli, in una breve conferenza stampa, ha sottolineato l'importanza di questo nuovo strumento, che servirà a promuovere la lettura in un Paese in cui si legge assai poco: meno della metà della popolazione con più di sei anni di età dichiara di prendere in mano almeno un libro l'anno. Siamo il fanalino di coda dell'Europa. Una vera e propria emergenza culturale. Il Centro sostituirà nell'ambito del ministero per i Beni culturali il già esistente Istituto per il Libro, creato nel 2005 dall'allora ministro Rocco Buttiglione. Realizzerà campagne informative, promuoverà la diffusione e la traduzione dei libri italiani all'estero, organizzerà manifestazioni ed eventi (fra cui la "Festa del libro", insieme con regioni, comuni e province), sosterrà le iniziative rivolte ai giovani realizzate dalle biblioteche, dalle scuole e da altre istituzioni. E procederà alla costituzione di un Osservatorio sulla lettura. Si avvarrà inoltre di un "parlamentino" composto da 37 rappresentanti di tutti i soggetti interessati al libro e alla sua promozione: dai ministeri agli enti locali, dagli editori ai librai, dai bibliotecari agli scrittori, dalla Siae ai traduttori. Rispetto alla dotazione finanziaria già prevista per l'Istituto per il Libro (modesta), il Centro avrà in più circa 3 milioni di euro che saranno reperiti nella Finanziaria. Non è molto, se pensiamo che il Centre national du Livre francese - a immagine e somiglianza del quale nasce quello nostrano - solo di interventi eroga quasi 22 milioni di euro l'anno. E' tuttavia una buona partenza. Tant'è che Federico Motta, presidente dell'associazione degli editori di libri (Aie), che più di tutti si è battuta per l'istituzione del Centro, ieri ha manifestato raggiante la sua soddisfazione: «E' un passo avanti decisivo nella giusta direzione».