Era accusato di aver falsificato la firma di Soragni. Prosciolta anche la segretaria Non ci sono altre condanne, dopo il patteggiamento di un imputato, per il pasticcio commesso nel 2001 alla Soprintendenza per i beni ambientali e culturali delle Marche, quando con una firma falsa si autorizzò il taglio di un altare della chiesa del Santissimo Sacramento e Rosario di Monte Rinaldo, paesino dell'entroterra fermano. Il giudice Zagoreo ha assolto l'architetto e direttore per il territorio ascolano Domenico Cardamone, 54 anni, di Chiaravalle, e la segretaria Mara Finocchi, anconetana di 49 anni. Il gup Cutrona li aveva prosciolti nel novembre 2001, quando il terzo imputato, Luciano Tanfani, chiaravallese di 53 anni, geometra della Soprintendenza, aveva patteggiato a un anno e sei mesi assumendosi la responsabilità. Ma poi la procura aveva ottenuto dalla Corte d'appello la riapertura del processo anche nei confronti di Cardamone e Finocchi. Secondo l'accusa i tre imputati avevano soppresso il provvedimento emesso il 27 marzo 2001 dall'allora soprintendente Ugo Soragni che autorizzava i lavori nell'area presbiteriale della chiesa previa traslazione dell'altare. Nel documento emesso successivamente, contraffatto la con firma apocrifa del soprintendente, c'era invece una falsa autorizzazione a ridurre le dimensioni dell'altare, "taglio" poi scongiurato anche per la mobilitazione dei fedeli. Ma l'altro ieri Cardamone e Finocchi sono stati assolti con formula piena "per non aver commesso il fatto". L'avvocato difensore Daniele Sandroni ha sottolineato l'assoluta mancanza di prove. Il giorno del presunto falso, 20 ottobre 2001, Cardamone non era neanche in servizio.
ANCONA -Giallo in Soprintendenza, assolto Cardamone
Domenico Cardamone, 54 anni, e Mara Finocchi, 49 anni, sono stati assolti con formula piena per il presunto falso di Soragni. Il processo si riferiva a un patteggiamento nel 2001 per il taglio di un altare della chiesa del Santissimo Sacramento e Rosario di Monte Rinaldo. Il terzo imputato, Luciano Tanfani, aveva patteggiato a un anno e sei mesi. La procura aveva chiesto la riapertura del processo anche nei confronti di Cardamone e Finocchi, accusati di aver falsificato la firma di Soragni. Tuttavia, il giudice Zagoreo ha assolto entrambi, affermando che non c'erano prove.
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