Chiede aiuto al Capo dello Stato un imprenditore e lancia l'appello su internet, parte un tam tam di quattromila contatti «Presidente, noi cittadini cosa dobbiamo fare per Sant'Agostino?» Una lettera dura nei toni, piena d'indignazione e rabbia. È indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. L'ha scritta Michelangelo Camardo, 41 anni, laureato in fisica, imprenditore, nonché presidente dell'Associazione Sassi Kult, realtà che si occupa di tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico materano. Una lettera che è stata lanciata tramite internet domenica pomeriggio. Ieri mattina, prima di mezzogiorno, i contatti erano 3970. Moltissimi commenti, attestazioni di solidarietà e richieste di partecipazione ad eventuali iniziative di protesta o comunque pubbliche. Lo stesso testo, poi, è stato girato tramite posta elettronica ad altri siti ancora, nonché ad un numero indefinito di utenti della rete che hanno dato vita a un tam tam presto proiettato ben oltre i confini regionali. La questione sollevata da Camardo è quella del parcheggio interrato a Sant'Agostino, nei rioni Sassi, attuale sede degli uffici della Soprintendenza per i Beni architettonici e per il paesaggio della Basilicata. La novità, se così si può definire, è che rispetto ad un precedente progetto di qualche anno fa quando l'organo di controllo, la Soprintendenza, ha espresso parere negativo, oggi, si fa promotore della realizzazione del parcheggio. Quanto compare sul cartello del cantiere non lascia dubbi in proposito. Dalle notizie che circolano ormai da qualche mese si tratta di 50 posti auto da ricavare negli ipogei in corrispondenza dell'ex giardino della struttura conventuale, circa 8 metri sotto la superficie. Il parcheggio dovrebbe essere destinato ai dipendenti della Soprintendenza. Quella di Camardo non è la prima forma di dissenso e quasi sicuramente non sarà l'ultima. Chiede al Capo dello Stato cosa possono fare i cittadini di una Repubblica democratica per opporsi a lavori già bocciati da un primo parere negativo della Soprintendenza e che non cambiano chissà quanto rispetto al ripensamento maturato all'interno dello stesso ente. Non è una questione di numero di posti auto. Insomma, nel frattempo, non sono mutate le peculiarità del sito, o di un centro storico inserito nello speciale elenco del patrimonio dell'umanità stilato dall'Unesco. La cosa assume toni alquanto contradditori, poi, se si considera che l'ente locale, a proposito di circolazione di mezzi privati nel tessuto urbano dei rioni Sassi, ha inaugurato una zona a traffico limitato, area di S.Agostino compresa. Di più, come fa notare provocatoriamente Camardo, se ora gli ipogei non costituiscono elemento caratteristico e distintivo dei Sassi, lo stesso discorso potrebbe essere esteso agli ipogei di ogni abitazione. I privati dei due antichi rioni tufacei, sulla scorta dell'esperienza maturata dalla Soprintendenza, perché non dovrebbero pensare anche loro a ricavare nel sottosuolo un'area di parcheggio a proprio uso e consumo? Gli stimoli e le indicazioni che contiene la lettera, in realtà, sono molteplici. Viene rimarcato un dato che ha a che fare con il vecchio tema di chi deve controllare i controllori. Non è vero che da questo cortocircuito non se ne esce fuori, perché, almeno nel caso specifico ci sono leggi dello Stato che parlano abbastanza chiaro. L'attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, per esempio, indica chiaramente l'oggetto della disciplina inerente i beni culturali che compongono il patrimonio storico e artistico nazionale, ovvero, le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etnoantropologico. Beni che devono rispettare l'obbligo della conservazione, che non possono essere demoliti, modificati o adibiti a usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrità. Non è che qui bisogna immergersi nei codici, ma giustamente, più di qualche osservatore ha fatto notare che quando si parla di Soprintendenza non viene spontaneo pensare ad un ente che si mette a realizzare parcheggi. Basterebbe questo aspetto, decisamente legato a letture della vicenda di buon senso, a mettere fuori gioco ogni altra considerazione. Per il momento, però, la parola rimane alle ruspe.p.d. Torna il tema di chi deve controllare il controllore. Gli ipogei vanno tutelati tutti o alcuni solamente?