Il raggruppamento di Firenze Musei è un caso di studio nell'integrazione tra pubblico e privato. Il gruppo gestisce una realtà che fa capo a 3 soprintendenze diverse per un totale di 17 musei. Nel 2005, infatti, la concessionaria fiorentina ha contribuito per il 36 alle entrate statali derivanti dai servizi aggiuntivi museali in Italia. Si tratta di ottimi risultati per la Soprintendenza del Polo fiorentino che, dopo il cambio al vertice, conferma di proseguire la linea avviata dal precedente responsabile, Antonio Paolucci. L'anno scorso, grazie all'attività di Firenze Musei (il marchio dell'Associazione temporanea di imprese che nel 1998 ha vinto la gara), il Polo ha incassato quasi 17 milioni dalla biglietteria e più di 2 milioni dai servizi, quali audioguide, bookshop, caffetterie, prenotazioni e visite guidate. Il tutto in base a percentuali di ricavi prefissate: sugli incassi in ingresso la concessionaria tiene il 14, mentre sui servizi aggiuntivi la quota della Soprintendenza ammonta al 23 per cento. «A livello nazionale afferma Patrizia Asproni, direttore dei Beni culturali dell'editrice Giunti, capogruppo di Firenze Musei, e presidente di Confcultura - si tratta del primo caso dove è stato pubblicato un solo bando per un unico gestore. Questa totale integrazione ha permesso di sviluppare sinergie ed economie di scala, per esempio ottimizzando la gestione del personale, oltre a costituire un unico referente a livello territoriale». Oltre a Giunti Editore Spa, i soci sono: Pineider Gallery, società di merchandising museale; Sillabe, casa editrice livornese; Bassilichi, società informatica; Ferragamo, gruppo storico di abbigliamento; Opera laboratori fiorentini, società gestionale che svolge anche produzione di eventi, grazie al lavoro di tre grandi laboratori di artigianato. Quest'ultima costituisce il braccio operativo dell'Ati, con oltre 200 addetti che lavorano a tempo indeterminato in tutti i musei fiorentini. «La quota di stagionali dichiara Franco Ruggeri, amministratore delegato di Opera che copre i momenti di forte incremento della domanda, non supera mai le 30 unità durante i periodi di massima concentrazione del turismo». Non mancano però zone d'ombra. «Attualmente del Polo Museale dice Giulietta Oberosler, rappresentante provinciale della Cgil Beni culturali conosciamo le attività gestite da Firenze Musei, mentre la quantificazione è diffìcile rispetto a tutta una serie di eventi gestiti direttamente da funzionari del Polo. Ho inoltre forti perplessità rispetto all'utilizzo dello strumento della concessione per l'ampliamento degli orari di alcuni musei». Rispetto all'anno scorso, in cui si sono registrati 4 milioni e 70omila visitatori nelle 17 realtà museali del Polo, quest'anno Firenze Musei sta registrando un incremento del 9 dei biglietti e un aumento del 17 degli incassi provenienti dai servizi aggiuntivi, effetto da addebitare in gran parte alle mostre. Il budget stanziato nel 2006 per il pacchetto annuale di eventi ammonta a circa 8 milioni. Una quota che si prevede debba rientrare per l'8o dai biglietti di ingresso.
Firenze Musei modello di studio per i servizi resi
Il raggruppamento di Firenze Musei è un caso di studio per l'integrazione tra pubblico e privato. Il gruppo gestisce 17 musei con una concessionaria che contribuisce al 36% alle entrate statali. Nel 2005, la concessionaria ha incassato quasi 17 milioni di biglietteria e più di 2 milioni di servizi aggiuntivi. Il Polo ha registrato un incremento del 9% dei biglietti e del 17% degli incassi provenienti dai servizi aggiuntivi. Il budget per il pacchetto annuale di eventi ammonta a circa 8 milioni. Il gruppo è composto da soci come Giunti Editore Spa, Pineider Gallery e Opera laboratori fiorentini.
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