I bronzi di Riace? Non li mandiamo all'estero neppure in copia. Ben fermi su questa decisione, alcune associazioni locali calabresi e il Comune di Reggio hanno calpestato i piedi di Regione Calabria, ministero dei Beni culturali, governo belga e persino le nobilissime estremità di Sua Altezza la regina del Belgio. Ecco i fatti. Il governo del "plat pays", considerando Bruxelles la capitale dell'Unione, ha creato nel '69 una fondazione culturale, Europalia, ai cui vertici vi sono, tra gli altri, l'ambasciatore del Belgio a Roma e, come commissario per l'Italia, l'ambasciatore Antonello Pietromarchi. Anno per anno, Europalia definisce un programma culturale con un paese Ue o anche esterno. Quest'anno è toccato all'Italia, anche in considerazione della presidenza del semestre europeo. E quindi a Bruxelles sono in programma, tra ottobre e gennaio, mostre - su Pompei; sugli Estensi; sulla Venere di Urbino degli Uffizi; concerti (con Muti) e quant'altro. Qualcuno in Belgio pensa che sarebbe gradito alla regina, Paola Ruffo di Calabria, se venisse esposta anche una testimonianza della cultura della sua terra di origine. La Regione Calabria stanzia un miliardo di vecchie lire per far fare dall'Istituto centrale per il restauro una copia dei Bronzi di Riace. Giuliano Urbani è d'accordo: in fin dei conti la cura dei Bronzi fa capo al suoministero, e poi la copia potrebbe essere inviata anche alle prossime olimpiadi di Atene. Ma scoppia la rivolta locale: Comune C. riescono a ottenere dal Tribunale amministrativo regionale una delibera d'urgenza che blocca tutto. Ministero e Istituto per il restauro fanno ricorso contro la delibera; il 16 luglio se ne conoscerà l'esito.