L'ULTIMA frontiera sono le microonde. Sì, come quelle del forno da cucina. In questo caso vengono però usate per uccidere tarli, tèrmiti e muffe che attaccano opere d'arte lignee, antichi codici e travature di chiese e palazzi. In metodo è in sperimentazione, tra fautori e detrattori. Ne hanno discusso ieri circa 200 esperti riuniti a Palazzo Vecchio al seminario nazionale su «Tecniche innovative di disinfestazione, conservazione e restauro» dei beni artistici e storici, organizzato dall'A-nid, Associazione nazionale delle imprese di disinfestazione, che ne raggruppa 170 su 700 attive in Italia. «L'orientamento attuale punta sempre di più su si- stemi alternativi ai prodotti chimici spiega Sergio Urizio coordinatore dell'Anici La tecnica delle microonde, con "forni" o strumenti portatili, usa tempera-ture di 60, che annientano tarli, tèrmitie altri insetti xilofagi in 2 -3 minuti. Ma per alcuni studiosi è rischiosa, perché può provocare stress termico, bruciature del legno o scintille in presenza di parti metalliche, o lamine d'oro e argento nei pigmenti dei dipinti». Un allarme crescente quello dell'invasione di insetti, dovuto alla globalizzazione e alla circolazione delle merci, veicolo di trasmissione. Oltre alle già collaudate camere a gas, o «bolle» con atmosfere modificate a base di azoto e anidride carbonica, in cui inserire cornici, mobili e antichi codici e volumi, sono state messe a punto altre tecniche. Ad esempio contro le tèrmiti o "formiche bianche": «Un antidoto efficace è stato usato per le travature del Duomo di Siena precisa Giovanni Liotta, docente di Entomologia agraria all'università di Palermo Le tèrmiti vengono intrappolate e nutrite con carta trattata con un regolatore di crescita che impedisce la mutazione delle larve».