Il Parco archeologico trasformato in un ignobile immondezzaio, al punto da costringere il sindaco Carlo Martelli ad emettere ordinanza di immediata pulizia dei luoghi nei confronti della Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria. La cittadinanza è profondamente sconcertata per lo scempio e il saccheggio che vengono perpetrati ai danni di un luogo considerato sacro, poiché racchiude le memorie degli antenati medmei, un popolo nato dall'innesto dell'elemento indigeno con i coloni greci venuti da Locri, che dal VII al III sec. a.C. diede vita ad una civiltà le cui testimonianze, in gran parte, giacciono ancora sotto la spessa coltre di terra di Pian delle Vigne. La vergognosa discarica - ammasso di materiali edili di risulta, carcasse di elettrodomestici, mobili e suppellettili di ogni genere - si trova nella zona Nord-Est del Parco, proprio nelle immediate adiacenze della cosiddetta "area sacra", quella esplorata da Paolo Orsi nelle campagne di scavo d'inizio Novecento, che gli consentirono di portare alla luce due gigantesche fosse ricolme di migliaia e migliaia di oggetti votivi, quasi certamente offerte dei medmei alle loro divinità "maggiori",Persefone, Demetra, Afrodite, Atena. A soli 100 metri si trova un altro luogo di eccellenza, quello oggetto d'indagine da parte del prof. Salvatore Settis, oggi direttore della Normale di Pisa, che nella campagna di scavi del 1964-66 vi rinvenne i resti di un impianto urbanistico medmeo con sovrapposizioni di età romana. È in questa parte di Pian delle Vigne che vandali e saccheggiatori stanno portando a compimento un'opera di devastazione che, per come si sta sviluppando, potrebbe costituire il risultato di una sapiente regia, architettata per chissà quali poco nobili fini. Sta di fatto che circa un mese fa è stato appiccato da ignoti un incendio, sempre nella stessa zona, che ha distrutto una decina di alberi di ulivo secolari, la caratteristica più pregnante di contrada Calderazzo, mentre non si contano i varchi creati nella rete di protezione, che consentono a chiunque di entrare ed uscire dal Parco sia di notte che di giorno. Sono così numerose le aperture lungo i circa 3 chilometri di perimetro - compresa quella posta lungo la stradina comunale sterrata che collega il campo sportivo alla Provinciale Serricella -che nessuno si prende la briga di procedere alla chiusura dei tre cancelli d'ingresso principali. Da mettere nel conto, infine, i recenti assalti notturni, con rela-tiva devastazione e asportazione di infissi, materiale elettrico e idraulico, dell'immobile, restaurato di recente, che dovrà ospitare la Scuola superiore di Archeologia. Il sindaco Martelli, da noi interpellato, ha manifestato tutto il suo disappunto per una situazione che rischia di incancrenirsi, proprio nel momento in cui l'Amministrazione comunale è impegnata a mettere a frutto parecchi milioni di euro che la Provincia ha destinato per portare a realizzazione il progetto del Parco, tanto atteso dalla popolazione, quale importante volano per avviare un nuovo processo di sviluppo sociale ed economico. «L'ordinanza di procedere all'immediata pulizia dei luoghi indirizzata alla Soprintendenza ai BB.AA. - sottolinea Martelli -è un atto dovuto, essendo quell'Ente titolare della custodia del Parco. Ciò vuol significare che il Comune non intende attuare la politica dello scaricaba-rile, ma attivarsi perché ciascuno operi nell'ambito delle proprie responsabilità». Il sindaco, dunque, con tale gesto non intende mettere in discussione il protocollo d'intesa siglato nel 2004 tra Comune, Provincia, Soprintendenza e Università per la valorizzazione e fruizione del Parco, bensì richiamare l'attenzione di ciascun Ente sulla necessità di manifestare il massimo impegno per la salvaguardia di un patrimonio, consegnatoci dalle generazioni passate e che dev'essere trasmesso possibilmente integro alle successive. Nel frattempo l'Assessore ai Beni Archeologici, Cosma Ferrarmi, ha preso contatti con la dott.ssa Maria Teresa Iannelli, responsabile per conto della Soprintendenza per l'area di Med-ma, perché si attivino le procedure per l'apertura del Museo nei locali già restaurati all'interno del Parco, e con l'Università Mediterranea perché provveda ad istituire, come promesso, una sezione della Scuola superiore di Archeologia diretta dalprof. Felice Costabile.
Il Parco archeologico in preda ai vandali
Il Parco archeologico di Pian delle Vigne è stato trasformato in un immondezzaio, costringendo il sindaco Carlo Martelli a emettere un'ordinanza di pulizia. La cittadinanza è profondamente sconcertata per lo scempio e il saccheggio che vengono perpetrati ai danni di un luogo considerato sacro, che racchiude le memorie degli antenati medmei. La discarica si trova nella zona Nord-Est del Parco, nelle immediate adiacenze della "area sacra", dove sono state portate alla luce due gigantesche fosse ricolme di oggetti votivi.
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