La Villa romana di Piazza Armerina non ha mai avuto pace. E' il quinto monumento più visitato d'Italia (circa un milione di turisti l'anno), ma si trova in uno stato di degrado sconsolante. Per fortuna la Regione è riuscita ad acchiappare per i capelli lo stanziamento di 25 milioni di euro, 19 per la copertura dei mosaici più belli del mondo e 6 per migliorare le vie d'accesso e realizzare le strutture per ospitare quelle che una volta erano le poco dignitose bancarelle di souvenir che saranno trasformate in eleganti negozietti. Oggi presso l'Urega (la stazione appaltante) di Enna saranno aperte le buste con le offerte di cinque raggruppamenti temporanei di impresa (Rti) che concorrono all'appalto, congruo oltreché prestigioso, ed entro dieci giorni, dopo le valutazioni di rito, sarà scelto il vincitore. E così finiranno le polemiche che durano da tre anni. Il progetto a cui si riferisce l'appalto è quello dell'architetto Guido Meli, direttore dell'Istituto regionale del Restauro, un progetto sponsorizzato da Vittorio Sgarbi, che della Villa romana è commissario straordinario con nomina del presidente della Regione. Ma naturalmente non sono mancate le polemiche, rinfocolate proprio in questi giorni, quando un gruppo di noti architetti, tra cui Luigi Prestinenza Puglisi, Franco Porto dell'Università di Catania, il direttore del master di Architettura per archeologia di Palermo Giuseppe Guerrera e Sebastiano Tusa, soprintendente dell'archeologia marina della Regione, hanno scritto al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e all'assessore regionale Lino Leanza chiedendo di fermare l'appalto per avere il tempo di discutere sul progetto. Non se n'è fatto nulla, «per la semplice ragione - spiega l'assessore regionale Leanza - che non si può sospendere tutto alla vigilia dell'appalto con il rischio di perdere i finanziamenti comunitari. Queste perplessità dovevano essere espresse prima, ci sono stati tre anni di tempo in cui si è discusso, ora è troppo tardi e non posso assumermi la responsabilità di perdere un finanziamento ingente che comunque vada servirà alla Villa romana: perché peggio di com'è adesso...». Il sito archeologico ha superato fasi drammatiche a cominciare da quando i mosaici venivano insozzati con la pece per cui fu necessario impiantare un sistema di videosorveglianza notturna, ora c'è lo scontro tra architetti, che in genere sono appassionati causidici quanto gli avvocati. Ciascuno ritiene di avere ragione. La copertura della Villa del defunto architetto Minissi era snella, in policarbonato che permetteva ai turisti di vedere i mosaici e aveva accortezze per evitare le alte temperature, solo che è stata realizzata a metà, nel tempo si è degradata per difetto di manutenzione e ha creato l'effetto serra a 50 gradi che oltre ad asfissiare i visitatori hanno anche fatto sollevare le tessere dei mosaici. I contestatori del progetto Meli sostengono che la copertura prevista è a tegolato e a legno, di tipo tradizionale, e dicono che si tratta di «un falso storico». Avrebbero preferito, vista l'importanza del sito, che si fosse fatto un concorso internazionale, o al limite che venisse completata come si deve la copertura dell'architetto Minissi. «Il progetto scelto - affermano Porto e Prestinenza - è stato preparato in gran fretta per non perdere i finanziamenti. Pretende di seguire il progetto Minissi, ma in realtà lo stravolge mettendo pannelli opachi al posto di quelli in policarbonato. Occorreva una consultazione internazionale perché se si vuole modificare il progetto di Minissi, che era bravo, ci voleva un architetto ancora più bravo. In sostanza, in nome di una presunta salvaguardia del progetto Minissi non sarà salvaguardato né il progetto di Minissi, né la buona architettura e né la Villa del Casale: questo perché è stato deciso di demolire le strutture, le pareti e le coperture e di ricostruirle in legno. Del progetto Minissi si salvano soltanto i percorsi sulle murature». Sgarbi contro i contestatori ha avuto parole di fuoco secondo il suo stile aggressivo: «Fanno più danno della mafia. Il giorno dell'appalto dovrebbe essere un giorno di festa, e invece calunnie, diffamazioni, minacce di sciopero (ma quello dei dipendenti delle stazioni appaltanti è stato rinviato, ndr). Ad ogni passaggio rallentamenti e tentativi di insabbiamento all'insegna del tanto peggio, tanto meglio. Non ne posso più». Comunque le polemiche dovrebbero essere ormai coniugate al passato, perché oggi si aprono le buste e rien ne va plus. Con venticinque milioni di euro si possono fare tante cose e nessuno ha intenzione di deturpare uno dei monumenti archeologici più insigni di Sicilia.
Parte oggi l'appalto per la Villa del Casale
La Villa romana di Piazza Armerina, il quinto monumento più visitato d'Italia, è in uno stato di degrado. La Regione ha stanziato 25 milioni di euro per la sua manutenzione e miglioramento. Il progetto è stato scelto dall'architetto Guido Meli, sponsorizzato da Vittorio Sgarbi, commissario straordinario della Villa. Tuttavia, un gruppo di architetti ha scritto al ministro dei Beni culturali e all'assessore regionale chiedendo di fermare l'appalto per discutere sul progetto. L'assessore regionale ha rifiutato, affermando che non si può sospendere tutto alla vigilia dell'appalto e che il progetto è stato preparato in fretta per non perdere i finanziamenti.
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