RUVO - Dopo il lungo e forzato «esilio» sono ritornate in Italia e sembra che molto presto, ritorneranno a «casa», a Ruvo. Collocati nel loro ideale luogo di appartenenza, dov'è giusto che siano, in bella mostra all'interno del Museo nazionale «Jatta». Si tratta di tre pregevoli reperti archeologici, «ceramiche apule» (tra cui sembra ci sia una bellissima anfora) ritornate in questi giorni in Italia assieme ad altre 10 opere originarie di altri musei e provenienze. Eccezionali pezzi di archeologia frutto di scavi clandestini, illegalmente fatti uscire alla fine degli anni '70 e '80, acquisiti e sistemati nel Museum of Fine Arts di Boston. Il tam tam via internet del felice ritorno a casa delle rispettive opere ritrovate ha raggiunto ogni destinazione (in Puglia e in Basilicata). Tredici pezzi archeologici che, in questi giorni, sono ospitati a Roma, all'interno di Palazzo Massimo alla stazione Termini (fino al 29 ottobre). Preziosi reperti che dopo la parentesi romana - come annunciato nell'occasione dal ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli - faranno un «giro d'Italia» nei diversi musei (Torino, Ferrara, Cagliari, Reggio Calabria). Alla fine del giro, gli antichi reperti saranno distribuiti nei musei del territorio di appartenenza fra cui, appunto, il museo nazionale Jatta a Ruvo. Un insieme di pezzi di qualità eccellente, hanno detto gli esperti, con numerose ceramiche attiche a figure rosse e nere (prodotte in Magna Grecia e provenienti dall'Etruria, altre di origine italiota provenienti da Puglia e Basilicata), una monumentale statua in marmo, una basetta di marmo per candelabro o come piccola colonna. Opere che vanno dal VI secolo avanti Cristo al II dopo Cristo. Tra queste, le tre ceramiche apule «made in Ruvo» fatte nell'antichità, prevalentemente a corredo di abitazioni sontuose e per uso funerario. Un ritorno a casa di beni archeologici ed opere originarie di Ruvo sparsi un po' dappertutto, in mostra in diversi spazi e musei regionali ed oltre confine, che fa riaprire la ferita su di un punto al centro di diversi interventi e sollecitazioni ai vari responsabili politico-istituzionali (discussioni in merito anche nell'ultima campagna elettorale poste all'attenzione, da sempre, da Francesco Paolo Paparella) per affrontare la battaglia comune ad un completo e definitivo ritorno tra le mura della città di Talos. In attesa, le prime tre opere stanno per essere riabbracciate. L'operazione di rientro dei reperti s'intreccia alle indagini condotte dalla Procura e all'attività di contrasto dei carabinieri al mercato dei traffici illeciti di opere d'arte e al saccheggio di aree archeologiche.