Se le parole hanno un peso è Roma ad aver vinto e Ferrara ad aver perso. Sarà Roma infatti ad ospitare il Museo della Shoah. Ferrara, che per anni ha combattuto fino a strappare una legge votata da tutto il Parlamento, non resta a mani vuote in questa impari contesa con la capitale, Veltroni e il vice premier Francesco Rutelli, ma perde il diritto al nome. Dovrà cambiarlo: non più Museo nazionale della Shoah, bensì Museo nazionale dell'ebraismo e della Shoah. Sembra poco, ma poco non è, poichè sarà soprattutto il Museo della Shoah a calamitare le attenzione internazionali. E' a Roma che si andrà per capire, studiare, approfondire cosa è stato l'Olocausto in Italia e in Europa. E infine sarà Roma più che Ferrara a beneficiare del flusso turistico culturale ancorato alla memoria della Shoah. A ufficializzare la distinzione tra i due musei è stato il ministro della cultura Rutelli che ha risposto con una dichiarazione alla preoccupata lettera inviatagli l'altro ieri del sindaco Sateriale. Rutelli si chiama fuori e dice che la scelta non è stata sua ma dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, la quale avrebbe deciso cosa spetta a Roma e cosa a Ferrara evitando il rischio, sottolinea il ministro, che si facessero due doppioni. Non è servito a molto che vi sia una legge votata all'unanimità nella passata legislatura e si passa bellamente sopra al fatto che appena tre mesi fa, alle ore 20 del 24 luglio 2006, Rutelli, Sateriale e Michele Sarfatti (Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano) abbiano firmato l'atto costitutivo della Fondazione che doveva dare vita al Museo nazionale della Shoah a Ferrara. Ma ecco il verbo di Rutelli: «Con il sindaco di Ferrara c'è stato un ritardo di comunicazione» e aggiunge di aver informato personalmente due settimane fa Dario Franceschini, primo firmatario della proposta di legge per il Museo della Shoah a Ferrara, a proposito «della decisione delle comunità ebraiche di fare una scelta coraggiosa e secondo me molto interessante, ovvero quella di distinguere in due progetti, un museo della cultura ebraica a Ferrara e un museo della Shoah a Roma». Una scelta che secondo il ministro, «vede tutti vincitori», perchè Ferrara potrà ancora contare sui fondi già stanziati e «una volta realizzato il progetto del Museo della cultura dell'ebraismo italiano diventerà il cuore di un museo unico in Italia». Rutelli riconosce a Ferrara («città di antiche tradizioni e comunità che ha conosciuto vicende importantissime e drammatiche»), la paternità del progetto di Museo della Shoah. Rammenta pure che è stata approvata una legge ad hoc. «Poi però - allarga le braccia Rutelli - è arrivata con buone motivazioni la scelta del Comune di Roma di dar vita ad un museo della Shoaha Villa Torlonia. E per il progetto romano, sono stati reperiti finanziamenti, arrivati anche dalle comunità ebraiche internazionali», si sono mossi «alcuni dei più importanti intellettuali dell'ebraismo contemporaneo». Da qui la soluzione delle due vocazioni, che Rutelli giudica «eccellente». Una scelta «estremamente convincente - commenta il ministro - e per Ferrara di grande valorizzazione». Una volta realizzato il progetto, sostiene il ministro, «Ferrara raccoglierà, per l'impegno esplicito della associazione delle comunità ebraiche italiane, i migliori significati e le migliori testimonianze legate alla cultura ebraica in Italia, oltre venti secoli di storia».