LA SEDE Alla fine è un pareggio. Il museo nazionale della Shoah si farà. Sia a Roma che a Ferrara. La cittadina emiliana credeva di aver perso al fotofinish la corsa per aggiudicarsi il ruolo di città italiana simbolo dell'Olocausto. Le pressioni e i finanziamenti internazionali delle comunità israelitiche avevano giocato in favore della città eterna e nella città emiliana già si gridava allo scippo. Ma ieri sera il sindaco ferrarese, Gateano Sateriale, ha rivelato di aver raggiunto un accordo: «A Ferrara comunque si farà il museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah». Sui termini si è giocata una partita importante, e si capisce ricostruendo la storia. Quanto accaduto dopo l'atto costitutivo della Fondazione museo firmato lo scorso 1 luglio tra Comune e Ministero per i Beni culturali che seguiva la legge 91 del 2003, la quale istitutiva il museo di Ferrara. Le prime avvisaglie di un clamoroso "scippo" erano arrivate nei giorni scorsi, quando nella finanziaria era entrato un emendamento che derubricava il progetto ferrarese a Museo dell'ebraismo in Italia «per far conoscere - recita il documento - la storia, il pensiero e la cultura dell' ebraismo italiano». Il sindaco di Ferara, il diessino Sateriale, era corso ai ripari scrivendo al ministro Rutelli tutta la propria contrarietà all'idea di modificare la legge sull'istituzione del Museo nazionale della Shoah. «Il progetto ferrarese è ben distinto da quello romano - ribadiva appena ieri pomeriggio Sateriale -, al quale auguro il miglior successo ma che è iniziativa della città capitolina e non rientra in una legge statale». Ma le voci di un braccio di ferro tra Ferrara e Roma vinto ormai dalla seconda si facevano sempre più insistenti, tanto che il deputato ferrarese Dario Franceschini sembrava tentennare: «I finanziamenti statali di 15 milioni di euro a Ferrara non sono mai stati in discussione, ma si sta definendo una soluzione che porti la città estense a specializzarsi su storia e cultura ebraica in Italia mantenendo il termine "Shoah"». Particolare non di poco conto, visto che i musei della Shoah in tutto il globo si contano sulle dita della mano. Poi il colpo di grazia. Direttamente dalla voce di Rutelli che parla di due progetti distinti: «A Roma si realizzerà il museo della Shoah mentre a Ferrara si darà vita a un museo sulla cultura dell'ebraismo, con le migliori testimonianze di oltre XX secoli di storia e cultura ebraica». Al rammarico di Ferrara faceva da contraltare la gioia della Capitale, da dove Riccardo Pacifici ha gridato la sua soddisfazione: «È una bellissima notizia», dice il vicepresidente della Comunità ebraica romana per il quale «è fuori discussione che i più importanti musei della Shoah si trovano nelle capitali: da Washington a Londra, da Parigi a Berlino, a Gerusalemme». Il museo nazionale della Shoah romano nascerà a villa Torlonia con il premio Nobel, Elie Wiesel, come presidente onorario della Fondazione museo e uno dei maggiori storici dell'Olocausto, Marcello Pezzetti, come direttore. E già una data per il taglio del nastro, il 16 ottobre del 2008, anniversario della razzia del ghetto di Roma. Ferrara dunque sconfitta? No, perché il titolo del futuro museo emiliano è stato emendato con un colpo lessicale di Rutelli che ne ha accresciuto l'importanza: «Così abbiamo rifilato una stoccata a Veltroni...», ha chiosato Sateriale: la stoccata del pareggio.
Museo della Shoah, fra Roma e Ferrara finisce in pareggio
Il museo nazionale della Shoah si farà a Roma e a Ferrara. La città emiliana aveva sperato di aggiudicarsi il ruolo di città italiana simbolo dell'Olocausto, ma il ministro Rutelli ha deciso di realizzare due progetti distinti: il museo della Shoah a Roma e il museo sulla cultura dell'ebraismo a Ferrara. Il sindaco di Ferrara, Gateano Sateriale, ha rivelato di aver raggiunto un accordo con il ministro e ha affermato che il titolo del futuro museo emiliano è stato emendato per enfatizzare la sua importanza. Il progetto ferrarese è stato modificato per mantenere il termine "Shoah" e per specializzarsi su storia e cultura ebraica in Italia.
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