Fra gli affreschi e le meravigliose collezioni d'arte di palazzo Colonna, si sono riuniti ieri i proprietari di prestigiosi edifici italiani. «È uno dei luoghi più belli del mondo», ha detto il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli quando è arrivato, ricordando che per quelle scale scese un'incantata Audrey Hepburn per le riprese di «Vacanze romane». E ha fatto anche i suoi complimenti ai principi Colonna per come han saputo conservare intatto un edificio che appartiene alla famiglia da quasi mille anni. Un vanto che non è di molti. Perché queste dimore avite bellissime, pongono oggi grandi problemi economici per essere mantenute, oltre che per restauri da milioni di euro. «La conservazione delle dimore storiche: un problema anche europeo», è stato il tema del convegno dell'Adsi, l'associazione che riunisce i proprietari, per lo più appartenenti ad antiche famiglie italiane. E anche romane: come i Lancellotti e gli Aldobrandini con le loro ville a Frascati, i Ruspoli con il castello di Vignanello, i Doria Pamphilj con il palazzo di via del Corso e lo stesso presidente Adsi del Lazio, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, col prestigioso palazzo di via XXIV Maggio. Di queste dimore avite, alcune si possono visitare: la galleria Doria e la stessa galleria Colonna (con appuntamento) e di recente anche palazzo Costaguti al Ghetto, oltre che il castello di Sermoneta e il giardino di Ninfa. Nel complesso sono circa 40 mila palazzi storici in Italia, 4 mila nel Lazio (e 400 iscritti all'Adsi), molti aperti al pubblico in occasione delle giornate europee del Patrimonio. Ma adesso i proprietari lanciano l'allarme tasse. Dice il presidente nazionale Aldo Pezzana: «I problema è la tassazione dei redditi di proprietari che pure spendono grandi cifre per mantenerli». Rutelli frena e promette: «Sono beni privati, ma rientrano a pieno diritto all'interno del nostro patrimonio culturale, e come tale è compito dello Stato sostenerli e incentivarli, non intercettarli con una tassazione dannosa». Applausi. «La mia presenza qui - aggiunge - è un sinonimo del mio impegno in questo senso, difficile in un momento in cui il bilancio pubblico è sottoposto a stress». Niente nuove tasse (come invece prevedeva la legge del 30 giugno scorso) ma perché non aprirli di più al pubblico? «Perché non creare - sono parole di Rutelli - un sistema di rete come i castelli della Loira o i Paradores spagnoli, che valorizzi le strutture e le inserisca in un nuovo "Viaggio in Italia", che è quello che desiderano i turisti?». «Siamo più "individualisti" - spiega Aldo Pezzana - gelosi della nostra privacy». E «C'è anche il pericolo dei furti». Con un po' di concessione ai set del cinema (che in parte finanziano i lavori di manutenzione), come nella restaurata villa Lancellotti a Frascati, già sfondo di «Orgoglio».