Due splendidi gioielli lombardi torneranno presto a risplendere in tutta la loro bellezza, e a produrre e veicolare cultura. Mercoledì scorso è stato infatti approvato l'accordo di programma che darà inizio, tra breve, al restauro dell'abbazia di Morimondo, uno dei più completi edifici monastìci medievali esistenti in Italia, e alla creazione al suo interno di un Museo che avrà il compito di conservare le testimonianze architettoniche e culturali dei cistercensi, e promuoverne la conoscenza. Ed è stata decisa la creazione, entro l'anno, di una Fondazione per Palazzo Pallavicino di Cremona, che dovrà gestire un Centro Nazionale per il Restauro e la Conservazione degli Strumenti Musicali. Due momenti importanti, senza dubbio, nell'ambito delle attività di valorizzazione, conservazione, restauro e tutela dei beni culturali lombardi, di cui la Regione - e in particolare l'Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie - si sta facendo da tempo promotrice. IL RESTAURO DEIL'ABBAZIA. L'Accordo di Programma per il restauro del Cenobio Monastico di Morimondo sarà firmato entro poche settimane. Al vertice di mercoledì hanno partecipato il Soprintendente Regionale, Carla Di Francesco, in rappresentanza del Ministero per i Beni e Attività Culturali, l'assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Paola Iannace, il sindaco del Comune di Morimondo, Maurizio Spelta, e Padre Mauro Loi, Presidente della Fondazione Abbatia Sancte Marie e Parroco di Santa Maria Nascente. All'Accordo (promosso dalla Regione in base alla Legge Regionale 14 marzo 2003 n.2) partecipano anche l'assessorato regionale alle Opere Pubbliche, guidato da Carlo Lio, che è stato rappresentato dall'Assessore Albertoni, e il Parco del Ticino. Nel dettaglio, l'accordo prevede interventi di restauro delle facciate, il completamento delle opere di restauro del Dormitorio (ultimo piano) e dell'ex Grancia (piano terra), la sistemazione delle aree pertinenziali, l'allestimento museale, l'adeguamento alle norme di agibilità, sicurezza e igiene con la relativa impiantistica e il restauro delle pareti decorate. Sostanzioso il finanziamento previsto: circa 7 milioni di euro. Una volta completati gli interventi, sarà creato un percorso museale-didattico (prenderà il nome di 'Museo dell'Abbazia di Morimondo") che mostrerà le caratteristiche dell'architettura cistercense, le attività e la cultura di quest'ordine religioso fondato nel 1119 e incentrato sulla rinnovata importanza, nei monasteri, del lavoro manuale. Diffusi in molte zone d'Europa grazie all'infaticabile attività di Bernardo di Clairvaux, i cistercensi si distinsero anche in Lombardia per le grandi opere di dissodamento, disboscamento e costruzione di canali irrigui, cospicue tracce dei quali sono apprezzabili ancora oggi. L'abbazia di Morimondo fu fondata nel 1134 ed è uno dei complessi monastici medievali più interessanti e completi, sia per la conservazione del suo insieme, sia per il numero di ambienti, preziose testimonianze dell'attività e dei laboratori (scriptorium, tessitura, cucina, cellarium) degli antichi monaci. «Questa iniziativa - spiega l'assessore Albertoni - si inserisce all'interno dell'Accordo di Programma Quadro in materia di beni culturali che è stato rinnovato per un triennio tra il Ministero per i Beni e delle Attività Culturali e la Regione Lombardia il 20 maggio scorso. L'abbazia di Morimondo è una realtà che ha più di settecento anni, ed è una comunità molto viva, ricca di spiritualità e cultura. Con questo intervento - continua Albertoni -la Regione conferma il suo vivo interesse nei confronti di abbazie e monasteri dei diversi ordini monastici che costituiscono un aspetto importante della vita spirituale e dello stesso sviluppo sociale ed economico delle terre lombarde». «Gli interventi - commenta l'assessore - già fatti sui monasteri di Chiaravalle milanese e quelli in corso di realizzazione a S. Caterina del Sasso (Varese), Pontida (Bergamo) e S. Benedetto Po in Polirone (Mantova) sono alcuni esempi che dimostrano come nell'ambito della valorizzazione e promozione del patrimonio culturale lombardo monasteri e abbazie abbiano un posto molto significativo, così come l'hanno certamente gli ordini che li hanno fondati e sono nella maggior parte di essi presenti e operanti». Palazzo Pallavicino a Cremona. A Cremona, invece, il Collegio di Vigilanza dell'Accordo di Programma per il restauro, recupero funzionale e valorizzazione di Palazzo Pallavicino - presieduto dall'assessore Albertoni - ha deciso di far nascere, entro la fine dell'anno, una fondazione che avrà la responsabilità di gestire il Centro Nazionale per il Restauro e la Conservazione degli Strumenti Musicali che avrà sede nello stesso Palazzo. Lo stanziamento di fondi assegnato dalla Regione è di 3.615.198,12 euro: una somma davvero ingente, di cui 1.049.698,64 euro sono da liquidare per il 2003. All'incontro, tenutosi anch'esso mercoledì, hanno partecipato, oltre ad Albertoni, il Sovrintendente Regionale per i Beni e le Attività Culturali della Lombardia Carla Di Francesco, il Presidente della Provincia di Cremona Giancarlo Corada e il Sindaco della città Paolo Bodini. La fondazione, che avrà sede a Palazzo Pallavicini - un edificio storico molto antico, appartenente al demanio regionale - si occuperà in particolare del completamento delle opere di recupero, che si stanno svolgendo nel tempi previsti, e della gestione di tutti gli aspetti legati all'apertura del Centro. «Con questa decisione -ha rimarcato Albertoni - si sta concludendo una procedura avviata nel 2000 e che quest'anno con la liquidazione dell'ultima tranche, ha visto la Regione Lombardia e l'Assessorato che dirigo, erogare oltre 3 milioni e 600mila euro: un cospicuo investimento, che la Regione ha fatto con profonda convinzione in quanto Cremona è la città della musica per antonomasia, e lo è anche nel campo della produzione di strumenti musicali». «Sono veramente lieto -ha commentato l'assessore - che l'attuale vocazione della Regione Lombardia ad essere sempre operativa nel campo del restauro, svolgendo anche un'attività di coordinamento delle altre Regioni, dia la possibilità a Cremona di usufruire di strutture particolarmente apprezzabili sul piano estetico, e d'alto valore monumentale». All'interno di esse, spiega Albertoni, si svolgerà una preziosa attività di studio, ricerca e ripristino degli antichi strumenti musicali nelle loro più ampie accezioni. «Come sempre -conclude l'assessore - la Regione Lombardia tende a elaborare, d'intesa con i tenitori e le loro istituzioni, progetti capaci di valorizzare e promuovere l'intero patrimonio culturale lombardo. Gli stessi tempi di realizzazione per impegni di questo tipo dimostrano che la Regione sa associare molto efficacemente la progettualità con l'operosità, svolte presto e bene».