Presa di posizione di Asshotel sul provvedimento contenuto in Finanziaria La tassa di soggiorno inserita nella Finanziaria 2007 non piace per nulla al mondo del turismo. Non solo perché è da sempre considerata un balzello insostenibile per il settore, ma anche perché, se mai dovesse passare nel dibattito in aula, creerebbe anche la reazione delle regioni, che potrebbero contestarne la validità. Infine, la tassa di soggiorno, che è volontaria, creerebbe una grande confusione tra gli operatori, soprattutto fra i tour operator esteri, che non si raccapezzerebbero nella babele di tariffe applicate nelle località di vacanza. Una netta presa di posizione contraria al provvedimento è stata espressa da Asshotel Confesercenti. Il presidente, Giorgio Nocchi, ne spiega le ragioni. Domanda. Sull'introduzione della tassa di soggiorno si è riscontrata una netta opposizione di Asshotel. Quali sono le motivazioni profonde contro la sua introduzione? Risposta. Siamo nettamente contrari a una tassa cancellata anni fa e che si tenta in tutti i modi di reintrodurre. Fra i tanti emendamenti presentati, Asshotel ne ha proposto uno per la sua totale cancellazione. La contrarietà nasce sia dal fatto che, così come è stata scritta, la norma si traduce in un eccessivo carico di costi, tra l'altro per le sole imprese alberghiere e ricettive in generale, sia dal punto di vista della gestione amministrativa, sia per la riscossione molto articolata. D. L'imposta di soggiorno non è stata ben accolta anche da molti amministratori locali, in relazione a questioni di sostanza, quali, per esempio, le competenze legislative. Per Asshotel, in questo quadro, è fondata un'opposizione degli enti locali? R. Se la formulazione della tassa di soggiorno dovesse rimanere la stessa, alcune regioni impugnerebbero il provvedimento, innescando un pericolosissimo conflitto con lo stato. Il ripristino della tassa di soggiorno potrebbe poi introdurre un elemento di disparità sul piano competitivo; a chiederla a gran voce sono state alcune grandi città turistiche, come Firenze, Roma e Venezia, ma tanti comuni si sono dichiarati contrari. Spiegare a tour operator e consumatori questa differenza non sarebbe facile. D. Questa rinnovata polemica sulla tassa di soggiorno, abolita nel 1989, ha già avuto ripercussioni e quali sugli operatori turistici stranieri? R. Le reazioni ci sono già state da parte dei principali tour operator. Questa tassa ha già danneggiato l'immagine dell'Italia sui mercati, facendoci apparire come una destinazione tra le più care; eravamo già criticati per i ticket sui bus applicati in tante città. Ancora più grave è che la vendita dei cataloghi per il 2007 è già conclusa e la nuova tassa li farebbe saltare. D. Che cosa pensate di fare? R. Intanto c'è intesa fra le associazioni di categoria. Registriamo positivamente la riflessione del vicepremier Rutelli e il confronto che si è aperto. Il provvedimento va completamente riscritto, cambiando l'impostazione e la quantità. Siamo molto dubbiosi che lo si possa fare in questo momento.