Caro soprintendente Antonio Paolucci, la invito ufficialmente ad un incontro tra amici per discutere i prò e i contro in merito all'intervento di restauro del David di Michelangelo e sulle varie metodologie possibili. Sicuramente lei saprà dell'appello da me promosso e sottoscritto da altri 40 storici e specialisti dell'arte italiana - tra cui Mina Gregori, Carlo Pedretti, Leo Steinberg, Paola Barocchi, Massimo Ferretti e Alessandro Vezzosi - in cui chiediamo la formazione di una commissione indipendente da interessi di istituzioni e istituti di restauro, che in completa trasparenza torni a valutare le ipotesi di intervento. Resterò a sua disposizione sul dove e quando, purché la discussione sia fatta. A settembre dovrebbe partire l'intervento di pulitura da voi programmato con la nuova restauratrice mediante l'uso di impacchi umidi: ebbene quello che chiediamo è di discuterne prima dell'avvio, in modo da poter prendere una vera decisione indipendente. Che potrebbe anche essere la sospensione del restauro, come io auguro. Questo non toglie nulla alla stima che ho per i tecnici del Cnr e dell'Opificio delle Pietre Dure, ma sappiamo bene che si tratta di un lavoro manuale e non scientifico, sia pure supportato da accuratissime analisi e rilevamenti di dati. E c'è anche il precedente delle dimissioni della restauratrice Agnese Parronchi, favorevole ad un intervento a secco, da sempre contraria all'uso di solventi. Metodologie diverse, di cui discutere senza pregiudizi. Tanto più che nei prossimi giorni uscirà un ampio resoconto sulla contrastata vicenda sul New York Time: i dubbi sull'intervento che vi apprestate a fare sono molti, perché allora non confrontarsi non solo tra specialisti e addetti ai lavori sulle metodologie e sulla necessità dell'intervento prima che la stampa fomenti ancora le polemiche a livello internazionale? L'atteggiamento unilaterale fiorentino potrebbe confondere gli amanti dell'arte e i tanti turisti innamorati della città, inoltre il problema del restauro non è uno spettacolo da celebrazioni ma un lavoro per mantenere integra la tradizione artistica fiorentina che appartiene al mondo ed è giusto che tutti sappiano cosa si fa, e perché, su uno dei maggiori capolavoro del Rinascimento. Con stima suo James Beck (professore di storia dell'arte alla Columbia University di New York]
James Beck scrive a Paolucci: Vogliamo discutere sul restauro del David?
Il professore James Beck invita il soprintendente Antonio Paolucci ad un incontro per discutere i pro e i contro dell'intervento di restauro del David di Michelangelo e sulle varie metodologie possibili. Beck ha promosso un appello con altri 40 storici e specialisti dell'arte italiana, chiedendo la formazione di una commissione indipendente per valutare le ipotesi di intervento. Beck chiede di discutere l'intervento di pulitura previsto per settembre e potrebbe essere sospeso. Il professore sottolinea che il restauro è un lavoro manuale e non scientifico e che ci sono dubbi sull'intervento a secco.
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