La legge. Il 17 aprile 2003 è istituito il Museo della Shoah: sede e 15 milioni di euro a Ferrara La fondazione. Appena il 21 luglio scorso Comune e Ministero firmano il primo atto costitutivo Lo scippo. Uno scarno emendamento alla Finanziaria modifica il nome da Shoah a Ebraismo «Avremmo ritenuto doveroso essere consultati preventivamente sull'ipotesi di cambiare l'intitolazione al Museo Nazionale della Shoah». La lettera ufficiale inviata ieri dal sindaco Gaetano Sateriale al ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli prova a mantenere il rigore istituzionale. Ma nella diplomazia dei toni, traspare l'indignazione del primo cittadino estense per quello che si caratterizza sempre più come uno 'scippo'. Con la modifica, proposta con un emendamento alla Finanziaria, del nome dell'istituzione che a Ferrara diverrebbe «Museo dell'Ebraismo», si snaturerebbe secondo la tesi prevalente ora in città il senso di un'iniziativa legata intimamente all'orrore per l'olocausto. E che nell'etichetta Shoah avrebbe anche il principale atout d'immagine e di richiamo turistico. SENZA CONSIDERARE lo smacco, per l'orgoglio del sindaco estense, di vedersi superato e beffato dal collega romano Walter Veltroni. Di qui la reazione di Palazzo Municipale: «Desideriamo informarla che il Comune di Ferrara è decisamente contrario all'idea di modificare la legge sull'istituzione del Museo Nazionale della Shoah», scrive Sateriale nella lettera indirizzata anche al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche, Renzo Gattegna ed al direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea Michele Sarfatti. Perché l'emendamento che prepara la strada alla cancellazione del nome Shoah per il futuro museo ferrarese, risulta predisposto proprio dal ministero dei Beni Culturali e dall'Unione delle Comunità Ebraiche. Sateriale richiama (con un sussulto) il fatto che il Ministero dei Beni Culturali ha sottoscritto, il 21 luglio scorso, l'atto costitutivo della Fondazione Museo Nazionale della Shoah, e preannuncia una sorta di... braccio di ferro politico ed istituzionale: «E' nostra intenzione chiude con un bellicoso plurale 'majestatis' condividere questa valutazione, con la Provincia di Ferrara, la Regione ed i parlamentari ferraresi». Rutelli è avvisato, tra le Mura di Ferrara lo sgarbo, suo e di Veltroni, rischia di non passare impunito.»