(ASCA) - Roma, 24 ott - "E' evidente che le attivita' economiche che si sviluppano nelle dimore storiche possono conservare un regime connesso a un'esigenza di manutenzione e tutela particolarmente delicata". Cosi' il vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ha confermato il suo impegno per mantenere un regime fiscale agevolato per le dimore storiche, intervenendo a un convegno dell'Associazione che le riunisce, che si svolge oggi a Roma. Dopo aver ricordato che "la Corte Costituzionale ha stabilito che la vocazione e i compiti delle dimore storiche rientrano nell'interesse pubblico", il ministro ha sottolineato anche che la stessa Corte "apre una finestra per differenziare i regimi. Ma - ha detto - io sono tra quelli che spera ci si arrivi il piu' tardi possibile". "Il governo - ha proseguito Rutelli - ha preso la convinta e unanime decisione di mantenere la tutela di questi ambiti e di dare, anzi, un sostanziale supporto perche' questo patrimonio viva. Riaffermo quindi una posizione molto salda, anche se non escludo che si dovra' fare una battaglia in Parlamento, o anche un emendamento galeotto presentato all'ultimo momento, ma assicuro l'impegno mio e dei tecnici del mio ministero". "Se c'e' un patrimonio vincolato e' giusto che questo abbia una forma di incentivazione. Perche' lo Stato - ha concluso il ministro - ha il dovere di concorrere a mettere in grado il nostro Paese di consegnare alle future generazioni il suo straordinario unitario patrimonio, fatto di beni pubblici, privati ed ecclesiastici".