Ministero beni Culturali. Tavolo tecnico sui temi delle qualifiche professionali nel restauro Ufficio stampa Fillea Cgil Giovedì 19 ottobre era la data fissata dal MiBAC per dare seguito alla richiesta delle Organizzazioni Sindacali di un provvedimento urgente per la riapertura dei termini fissati nel DLgs 1562006 per rispondere ai requisiti principali di accesso alle qualifiche professionali di restauratore e collaboratore restauratore. Abbiamo saputo ieri pomeriggio che è intenzione del Ministero intraprendere la discussione in merito nel tavolo tecnico di confronto che già era stato concesso in occasione dell'incontro del 13 ottobre e che è stato convocato per martedì 24 ottobre. Vi abbiamo più volte espresso con decisione l'importanza e la delicatezza di questo momento, in cui si scontrano le nostre richieste e le nostre denuncie, unitamente alle speranze ed all'attesa di migliaia di lavoratori, con l'attuazione di una legislazione che in via definitiva normerà il settore. La rilevanza di essere presenti al confronto non deve però farci abbassare la guardia, poiché la battaglia che affronteremo sarà dura e difficile. Chiediamo, quindi, di sostenere tutti insieme i Sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil e di far sentire la partecipazione e la forte attesa verso i temi che si vanno a discutere. E' per questo che siamo costretti a tenere in sospeso un'iniziativa di mobilitazione nazionale che è nostra intenzione continuare ad organizzare. Non possiamo certo mancare di ricordare e rendere visibile a quanti sta a cuore il futuro di questo settore e la salute del mondo della cultura, che questo è un mondo fatto di LAVORO DA TUTELARE E RISPETTARE. Sarà, quindi, nostro compito tenervi aggiornati tempestivamente sugli sviluppi e vi chiediamo di tenervi in contatto costantemente con noi per preparare insieme l'organizzazione e la logistica dell'iniziativa nazionale e per diffonderla il più possibile. Roma 23 ottobre 2006 COORDINAMENTO FILLEA CGIL RESTAURO E ARCHEOLOGIA APPELLO Dai cantieri un appello di solidarietà ai lavoratori della cultura Beni e Attività culturali, un problema di tutela del lavoro e delle professioni Le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, da anni stanno denunciando, in relazione al settore dei Beni Culturali, la situazione insostenibile che quotidianamente vivono i lavoratori del restauro e dell'archeologia nei cantieri: elusione dell'applicazione dei CCNL o sottoinquadramento; utilizzo di contratti a progetto e di P. IVA (più del 52 dei lavoratori del settore), che nascondono, sotto forma autonoma, rapporti di lavoro subordinato con conseguente mancanza di ammortizzatori sociali; mancato riconoscimento professionale; precarietà, sfruttamento e forte ricattabilità; elevati rischi per la salute degli operatori. E' stato giustamente evidenziato come, in un'economia permeata da valori immateriali le risorse culturali si contrappongono come fonte primaria per una crescita sociale ed economica diffusa. Quindi i Beni Culturali recano, come comparto economico, un valore aggiunto: la crescita sociale. Per noi un progetto di crescita e sviluppo della cultura non può non riguardare le risorse umane, la loro qualificazione e il loro diritto ad essere tutelate, tema solitamente assente dai grandi e piccoli dibattiti su argomenti che riguardano il settore. Qualcuno ha anche giustamente notato come ciò non dovrebbe stupire più di tanto, " se si considera l'ostinazione con la quale il lavoro del settore culturale continua ad essere descritto con dovizia di similitudini religiose quali, la vocazione, l'estasi, la protezione, il dovere nonché l'eccellenza - tutte espressioni che la dicono lunga sulla visione dominante". E' evidente, dunque, il forte scollamento del concetto di sviluppo della cultura dalla sua produzione, erogazione e valorizzazione, ossia dal suo essere a tutti gli effetti un segmento di mercato che ha bisogno di un sano ed armonico rapporto tra regole e crescita produttiva. Da anni le attività necessarie a recuperare, restaurare e rendere fruibile il nostro patrimonio culturale sono svolte, in misura crescente, da imprese investite di questo delicato compito direttamente dalla pubblica amministrazione. Dunque, se fino a qualche tempo fa gli attori del sistema potevano esaurirsi nelle attività svolte dalla sola pubblica amministrazione, oggi è sempre più evidente che la realtà è rappresentata da una pluralità di soggetti. Quindi le sfide che ci troviamo di fronte riguardano la capacità della pubblica amministrazione di garantire un'efficace azione di tutela, valorizzazione del nostro patrimonio e produzione culturale, e di gestire un sano sistema di regole per tutti coloro che svolgono tali attività. Non va dunque mai perso di vista che il processo produttivo di un'azione di tutela e valorizzazione è il risultato di una stretta ed elaborata collaborazione di più figure professionali, ed è quindi indispensabile, per assicurare il buon esito dell'intervento, che non se ne sottovaluti l'importanza e che si chiarisca bene il riconoscimento di tutte le competenze, i loro percorsi formativi e l'adeguato trattamento economico, con una stretta aderenza alla realtà di tale mercato. Il mancato riconoscimento delle professionalità impegnate nelle attività culturali ha portato fino ad oggi alla diffusione di un lavoro spesso dequalificato e quasi sempre precario e mal pagato. Tale situazione si verifica sia che si lavori per un privato, sia che si collabori direttamente per la Pubblica Amministrazione. Il problema del riconoscimento della professionalità (anni di lavoro, percorsi formativi, competenze acquisite, crescita professionale) è un problema che possiamo definire "trasversale" all'intero sistema dei beni culturali e affonda le sue radici nella consolidata idea che si ha del lavoro artistico come di un "non lavoro". Non possiamo tuttavia continuare a pensare che i problemi che investono i restauratori, gli archeologi, gli storici dell'arte, gli archivisti, i diagnostici, i lavoratori dello spettacolo musica, teatro, cinema siano problemi scollegati tra loro o che riguardano i soli diretti interessati. La riduzione di risorse statali e di promozione e produzione culturale, la mancata politica di rinnovamento dei tecnici e del personale specializzato o la loro progressiva riduzione, l'assenza di investimenti per l'adeguamento tecnologico, l'impoverimento e la mortificazione delle professionalità, sono problemi che vanno vissuti come limitazione individuale e collettiva alla cultura come diritto sociale, così come sancito dalla nostra Costituzione. Chiediamo dunque a tutti i LAVORATORI DELLA CULTURA di condividere e appoggiare una mobilitazione che parte dal problema vissuto dai restauratori rispetto all'approvazione del DLgs. n. 1562006, riguardante il riconoscimento professionale, e di tenere alta insieme a loro l'attenzione su questo punto fondamentale che sta mettendo a rischio la loro stessa permanenza nel mercato. Chiediamo, quindi, di sostenere tutti insieme, le organizzazioni sindacali di categoria "FIllea Cgil Filca Cisl Feneal Uil" che in questi giorni, porteranno il problema del Lavoro del settore e la sua tutela presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e di far sentire la partecipazione e la forte attesa verso i temi che verranno discussi. Vi invitiamo dunque a partecipare all'iniziative pubbliche che seguiranno e di cui vi daremo notizia tempestivamente. GRAZIE! Per info: Feneal UIL via Alessandria171 Roma- tel. 39 06 8547393 www.feneal-uil.it Filca CISL via del Vicinale 43- Roma- tel. 39 06 4870634 www.filca.cisl.it Fillea CGIL via G.B.Morgagni 27 Roma tel. 39 06 441141 www.filleacgil.it
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23 Ottobre 2006
Ministero beni Culturali. Tavolo tecnico sui temi delle qualifiche professionali nel restauro
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