Sono 10 i siti del Centro-Nord tutelati dall'Unesco. E anche loro dovranno presentare i nuovi piani di gestione entro il 2005. E accanto ai programmi dì conservazione dovranno essere inseriti progetti per la valorizzazione. Il che si traduce in un modello di business sostenibile, stilato dagli operatori del territorio, in grado di creare nuove figure professionali e di portare a una riqualificazione non solo urbanistica ma sociale. Da Parigi, sede dell'Unesco, linee guida non ne sono ancora arrivate. E i responsabili dei 36 siti italiani "riconosciuti" dall'agenzia (di cui 10 collocati nel Centro-Nord) non nascondono le loro perplessità di fronte alla richiesta di presentare un piano di gestione entro il 2005. Un'occasione irripetibile per dare una spinta a un turismo culturale di dualità. «Al momento dice Nicola Bono, sottosegretario alla Cultura siamo in una fase interlocutoria. Attraverso il coordinamento permanente presso il ministero, nel quale siedono con i nostri funzionari i rappresentanti dei siti e delle realtà imprenditoriali locali, stiamo valutando le possibili esigenze dei vari attori. Completata questa fase potremo elaborare modelli di piani di gestione con strategie comuni». Al momento un'esperienza alla quale rifarsi in parte c'è: il masterplan realizzato dal Comune di Assisi (Perugia) nel 1997, attraverso il quale il centro umbro è riuscito a uscire dall'emergenza terremoto. Il vicesindaco con delega alla Cultura, Claudio Ricci, spiega che «il piano di gestione come il nostro masterplan deve anticipare le strategie generali per impiegare le risorse, le priorità generali che saranno poi tradotte dal piano regolatore». Con i fondi arrivati per l'emergenza l'amministrazione ha saputo fare cassa creando una public company per procaccia- re sponsor, è entrata nella gestione dei parcheggi comunali e in quella dei contratti telefonici. Per la città perugina il prossimo passo sarà far nascere la Fondazione internazionale Assisi, dove siederanno il Comune e 30 imprenditori locali, non solo del comparto turistico, per organizzare eventi culturali. «Gli interventi conclude l'assessore serviranno a creare un sito Unesco di valenza regionale». L'obiettivo è già stato raggiunto dal Comune di Urbino, che si è visto riconoscere nel 1998 come patrimonio dell'umanità l'intera città murata. Massimo Guidi, assessore alla Cultura, racconta: «Abbiamo messo in piedi un progetto con sette comuni limitrofi, subito esteso alle categorie produttive e alle Camere di commercio». Secondo Guidi il ruolo primario «delle amministrazioni pubbliche per creare un circuito turistico più complesso è quello di offrire strumenti agli operatori privati». A Firenze si spera di ottemperare alla maggior parte delle richieste dell'Unesco con le misure previste dall'ultimo piano strutturale. «Questo piano spiega l'assessore alla Cultura, Francesco Siliato ci impone una pianificazione strategica con la quale puntiamo sia a riportare la residenza nel centro storico sia a restaurare le ex Leopoldine in Santa Maria Novella e il saloncino Goldoni». Ma anche a incentivare i rapporti tra pubblico e privato nella gestione delle attività culturali, «visto che nell'ex Leopoldine abbiamo trovato spazio anche per l'archivio fotografico Alinari, al saloncino Goldoni nascerà una scuola di danza contemporanea gestita da Virgilio Sieni». Maria Antonietta Grignetti, assessore alla Cultura di Siena, si dice pronta «a lavorare con le altre città riconosciute dall'Unesco per la realizzazione di un piano di gestione più generale, purché non diventi l'ennesimo carico burocratico». La difesa dei beni culturali L'organizzazione. L'Unesco è un'emanazione Onu per l'educazione, la scienza, fa cultura e la comunicazione. Porta avanti programmi per la salvaguardia culturale. Fondata a Parigi nel 1945, vi aderiscono 185 stati. II patrimonio. Tra le attività, il riconoscimento e la salvaguardia del patrimonio culturale e naturale. Attualmente l'organizzazione ha riconosciuto 730 siti. I piani di gestione. L'Unesco ha chiesto ai siti di presentare entro il 2005 dei piani di gestione per valorizzare i beni. L'obiettivo è di creare un turismo culturale di qualità in accordo con tutte le realtà produttive. Il ministero dei Beni culturali e il coordinamento nazionale delle città italiane riconosciute dall'Unesco stanno lavorando per stilare un modello da applicare ai singoli. Si guarda con interesse al percorso svolto da Assisi, che, non solo ha risposto a buona parte delle indicazioni Unesco, ma sta anche riqualificando dal punto di vista economico e sociale l'antico borgo medievale. I SITI NEL CENTRO-NORD Toscana. A Firenze, il centro storico della città; Piazza del Duomo a Pisa; i centri storici delle cittadine di San Gimignano, Siena e Pienza Emilia Romagna. Il centro storico di Ferrara; a Ravenna i monumenti paleocristiani; Modena, la Cattedrale, la Torre Civica e la Piazza Grande Marche. La cintura muraria di Urbino Umbria. La Basilica di San Francesco e altri siti francescani ad Assisi
L'Unesco mette in vetrina i gioielli
L'Unesco ha richiesto ai siti italiani riconosciuti di presentare piani di gestione entro il 2005 per valorizzare i beni culturali. Il ministero dei Beni culturali e il coordinamento nazionale delle città italiane riconosciute dall'Unesco stanno lavorando per stilare un modello da applicare ai singoli siti. I siti del Centro-Nord, tra cui Firenze, Pisa, San Gimignano, Siena e Pienza, Ferrara, Ravenna, Modena, Urbino, Assisi e San Francesco, devono presentare i piani di gestione entro il 2005. L'Unesco ha anche richiesto ai siti di creare un turismo culturale di qualità in accordo con tutte le realtà produttive.
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