Salvare l'abbazia millenaria dall'assalto del cemento. Ma anche riunificare la struttura per portare a termine il restauro. E' ormai battaglia senza quartiere, tra il comitato di cittadini che lottano contro la mortificazione del monumento. Una mortificazione che, secondo il comitato, avviene sotto due aspetti. Quello urbanistico, che porterà accanto all'abbazia un peep da 300 appartamenti, ma anche altre urbanizzazioni più ridotte e parcheggi. Quello artistico, perché da anni nessuno o quasi ha mosso un dito per riportare alla collettività un bene dall'inestimabile valore storico. Il parroco di Badia, don Carlo Maurizi, ha accettato la sfida per il restauro della porzione di proprietà della curia e ha portato a termine l'opera. E in attesa che qualcuno prenda in considerazione l'acquisto della parte rimanente per metterlo a disposizione della comunità dopo il restauro, continua la battaglia anche per la valorizzazione dell' area circostante. Contro la tanto contestata proliferazione del cemento, il comitato di cittadini ha presentato anche un esposto alla Magistratura. Ma la questione sta assumendo anche rilevanza nazionale: il senatore Totaro di An, (che è anche consigliere comunale a Scandicci, ha presentato un'interrogazione al ministro per i beni culturali Rntelli «L'Abbazia di San Salvatore e San Lorenzo a Settimo - si legge in una nota di Totaro, e della capogruppo Franchi - patrimonio nazionale storicamente tra i più rilevanti, nel corso degli ultimi anni è stata oggetto di un vero e proprio strangolamento urbanistico. Il Comune di Scandicci continua a non tenere in minimo conto nella collocazione, qualità e tipologia degli interventi nello sviluppo urbanistico della zona di questa presenza storica fondamentale per il territorio locale e internazionale. Al ministro Entelli abbiamo chiesto se sia a conoscenza delle opere di urbanizzazione altamente lesive della zona circostante l'Abbazia e per conoscere i motivi per cui non c'è stato nessun intervento risolutivo autorevole per sanare lo stato di questo bene mentre ingenti risorse sono state destinate a poca distanza nel medesimo territorio per beni di valore storico-artistico meno rilevante».