Siracusa. L'idea progettuale, alla quale hanno partecipato sessanta architetti italiani e stranieri, sulla riqualificazione dell'area delle Latomie dei Cappuccini, ha dato a Siracusa l'assegnazione del "Leone di pietra" al concorso internazionale di architettura promosso dalla fondazione "Biennale di Venezia". Si tratta, tuttavia, di una pianificazione che rimarrà allo stato di idee ma che è servita da strumento concorsuale per l'individuazione da parte della fondazione di quelle città del Meridione d'Italia che presentano unicità architettoniche e che sono impegnate nella valorizzazione di tali beni. Un lavoro che ha tenuto conto dell'antica fisionomia della zona, del litorale limitrofo e di tutti quei sistemi per una efficiente fruizione. Le Latomie dei Cappuccini, pertanto, hanno fatto da banco di prova su un progetto di più largo respiro che ha il fine, in generale, di ripristinare i rapporti tra le antiche pietre e le città contemporanee, rapporti che dovranno tenere conto soprattutto della fruibilità e della conservazione dei beni. L'edizione 2006 del concorso ha assegnato il "Leone di Pietra" anche a Bari, Crotone e Pantelleria, città che con il riconoscimento aprono, quindi, un rapporto privilegiato con la prestigiosa fondazione. Il premio è stato consegnato ieri a Venezia all'assessore alle Politiche culturali e vicesindaco del Comune di Siracusa, Fabio Granata, dal professor Claudio D'Amato Guerrieri responsabile della "Biennale". «Si tratta - afferma Granata - dell'ennesimo riconoscimento alle politiche culturali siracusane, sapientemente portate avanti dal sindaco Bufardeci, e a suo tempo con la lungimiranza dell'ex assessore Sandro Speranza, e da me precedentemente coordinate come assessore regionale ai Beni culturali. Siracusa apre un dialogo ulteriore con Venezia e cosa ancora più importante con la Biennale con la quale porteremo avanti forme di collaborazioni anche attraverso la nostra facoltà di Architettura. Si tratta, in altri termini, di un altro tassello e di un progetto ambizioso che vede sempre più la nostra città come capo fila siciliano e meridionale di un modello di sviluppo turistico e culturale legato al Grand tour e alla sapienza nella tutela e valorizzazione del territorio». Sono le conseguenze al premio le più importanti. In primo luogo la promozione gratuita offerta alle Latomie e a Siracusa, non solo per la grande partecipazione di progetti, ma per la mostra, ancora aperta nel capoluogo Veneto nella quale sono esposti i progetti partecipanti, le note storiche delle Latomie e materiale fotografico. Altra conseguenza importante del premio è rappresentata dal funzionale canale di comunicazione con la Biennale in vista di un altro concorso su progetti, questa volta da realizzare, che riguardano la riqualificazione di vaste aere delle città partecipanti, sotto l'aspetto paesaggistico. Per quanto riguarda Siracusa è stata individuata la zona industriale, zona che sarà quindi oggetto di interventi mirati a renderla paesaggisticamente suggestiva. «La nostra facoltà di Architettura - conclude Granata - avrà quindi un ulteriore possibilità di crescita e di conoscenza nei maggiori ambiti nazionali e internazionali e sarà dunque protagonista in tutti quei progetti simili a quello che ha portato all'importante riconoscimento veneziano, un progetto che apre a nuovi orizzonti e che ne suggerisce i criteri da adottare per altre aree meritevoli di attenzione».