«Non sono d'accordo con chi sostiene che in Italia tutti vogliano fare le "grandi mostre" e che quindi alla fine ce ne siano troppe, ma di scarso valore. L'unica cosa che conta è fare delle belle mostre: solo così si rende un servizio al pubblico, agli artisti e al mondo delle esposizioni in generale. Viceversa, se i visitatori escono scontenti dai musei, magari perché all'interno faceva troppo caldo o l'illuminazione era scarsa, o perché sono state deluse le loro attese sulla quantità o qualità dei quadri, la delusione la paga l'intero mondo delle mostre». Marco Goldin, intraprendente storico dell'arte veneto, classe 1961, di grandi mostre negli ultimi dieci anni ne ha organizzate molte. Prima a Treviso e poi, negli ultimi due anni, a Brescia, dove è stato chiamato dal Comune per dare vita a un progetto espositivo che replicasse il successo di quello pensato per il territorio trevigiano. «Sabato 28 ottobre si apriranno le due esposizioni di punta per questa stagione, entrambe ospitate nel museo di Santa Giulia: una è dedicata a Piet Mondrian, l'altra si intitola "Turner e gli impressionisti" e vuole dare una panoramica sulla pittura paesaggistica moderna in Europa spiega Goldin . Il progetto che abbiamo messo a punto per Brescia è diverso da quello di Treviso. Prima di tutto perché in Veneto Linea d'Ombra, la società che ho creato nel 1996 per organizzare mostre ed eventi culturali, operava con altri privati, ad esempio alcune banche. A Brescia la partnership è con le istituzioni locali, che hanno interesse non solo a richiamare visitatori, ma a far conoscere l'intero territorio, conosciuto dai più soprattutto per le sue caratteristiche industriali, che hanno forse oscurato quelle culturali. Non molti sanno ad esempio che il bresciano ospita la maggior parte di reperti di epoca romana della Lombardia». L'impegno del Comune di Brescia si è concretizzato anche negli investimenti per ammodernare il complesso museale di Santa Giulia: «Sono stati investiti circa 4 milioni di euro per migliorare la sicurezza, l'agibilità delle sale, il condizionamento e l'illuminazione: oggi quando i curatori di musei stranieri vengono a visitarci o fare sopralluoghi, sono colpiti soprattutto dall'ambiente che ospiterà i loro quadri. Questo tipo di reputazione, a livello internazionale, dà i suoi frutti: nel caso della mostra sul paesaggio, abbiamo messo insieme 300 quadri, provenienti da 100 diversi musei e 15 collezionisti privati, uno sforzo organizzativo e logistico enorme». Le sei mostre organizzate da Goldin a Treviso hanno attratto oltre 2 milioni di spettatori. A Brescia lo stesso risultato di pubblico è già stato praticamente raggiunto con le quattro mostre delle ultime due stagioni. «Ma forse ancora più importante del numero dei biglietti staccati conclude il fondatore di Linea d'ombra è l'aver fatto riscoprire Brescia e i suoi dintorni, facendone un polo di attrazione culturale».