Italia Nostra scrive a Monti: «Spostarle è contro la legge». «La legge è del 1939, non di ieri. Non ci sono santi nè architetti di vaglia, tipo Portoghesi, che tengano: va rispettata. Contro la legge non può andare nessuno e le lapidi storiche fatte trasmigrare dall'ex ospedale di Santa Maria dei Battuti fino a Ca' Fon-cello, devono tornare al loro posto. Per questo abbiamo fatto un esposto alla Soprintendenza e, se non torneranno al loro posto, siamo pronti a farne un altro al ministro per i Beni Culturali». L'architetto Umberto Zandigiacomi, presidente di Italia Nostra trevigiana, non fa sconti a nessuno. Non li fa all'arcifamoso Portoghesi, che ha orchestrato il restauro del Quartiere Latino di Treviso. «Ma neanche a Dino De Poli», puntualizza, riferendosi al fatto che le lapidi storiche erano state rimosse per lasciar posto alla ristrutturazione, metà universitaria e metà a scopo edilizio, del complesso di S.Leonardo. «Non esiste al mondo che queste lapidi seguano... il padrone, cioè l'Usi - ribadisce Zandigiacomi - Se le lapidi si riferiscono ad arte, memoria storica, sociale ed economica, devono per legge rimanere nei luoghi originari. Non si cancella così la memoria. Se la Soprintendenza non risponderà, toccherà al ministro rimettere le cose a posto». Il ministro di riferimento è Rutelli, che con Zandigiacomi, per altri misfatti, vanta già fitta corrispondenza. L'esposto di Italia Nostra segue il documento-appello alle autorità degli storici trevigiani e dei presidenti di molte associazioni. Ricorda che le lapidi erano affisse al porticato d'ingresso di San Leonardo e che contenevano i nomi di tutti i cittadini benemeriti che hanno contribuito, con lasciti e donazioni, allo sviluppo e al mantenimento dell'ospedale di S.Maria dei Battuti. «Quelle lapidi sono importante memoria storica del luogo e della città - dice l'esposto dell'onlus trevigiana - pertanto è necessario mantenerle al loro posto a perenne memoria». Un affondo, quello dell'associazione, che certamente aprirà la strada a ulteriori polemiche con Fondazione Cassamarca e con l'Usi. «Ma la battaglia - dice Zandigiacomi - non è contro qualcuno ma per il rispetto della legge e il ritorno delle lapidi al loro posto».
Lapidi dell'Usl 9 esposto alla Soprintendenza
Italia Nostra ha scritto a Monti, sostenendo che spostare le lapidi storiche dell'ex ospedale di Santa Maria dei Battuti a Ca' Fon-cello è contro la legge. La legge è del 1939 e non è stata modificata. L'associazione sostiene che le lapidi devono rimanere nei luoghi originari, poiché rappresentano una memoria storica importante. L'architetto Umberto Zandigiacomi, presidente di Italia Nostra trevigiana, ha espresso la sua disapprovazione per il fatto che le lapidi siano state spostate. L'associazione ha fatto un esposto alla Soprintendenza e, se non torneranno al loro posto, è pronta a farne un altro al ministro per i Beni Culturali.
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