Esiste perfino uno spoil system preventivo in questo machiavellico Paese. Che s'intreccia con quello da passato prossimo, in un groviglio di cause e concause da dar impallidire il commissario Ingravallo, eroe minimo del «Pasticciaccio» gaddiano. Succede ai Beni Culturali. Dove un concorso finalizzato a trovare undici soprintendenti, e colmare vuoti d'organico decennali, per il fatto d'essere stato indetto dal ministro della passata legislatura, il pacato Buttiglione, deve essere smantellato. A dispetto dei 48 aspiranti che hanno già superato la prova scritta (sudatissime carte, dalle quali è stato escluso, per aver sbagliato la domanda di ammissione, anche Vittorio Sgarbi). Ma ecco la storia. Il concorso viene bandito nello scorso febbraio. Contiene una novità: è per esami e non per titoli. E già questo fa gridare allo scandalo stagionati professori e funzionari del Collegio Romano. Ma tant'è: 150 aspiranti sostengono a giugno lo scritto, 48 a luglio sono ammessi all'orale. Il tutto già tra la bufera dei ricorsi, perché tra gli esclusi ci sono nomidi spicco, magari già di sovrintendenti che vogliono passare ad incarico più prestigioso, una super-sovritendenza (come Rossella Vodret, titolare del Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Lazio). Ma l'acme della baruffa avviene ad agosto, quanto il ministero retto da Rutelli nomina una dei bocciati agli scritti, Vittoria Garibaldi, direttore per i Beni Culturali della stessa regione. È il segno chiaro di azzeramento del concorso. Altri sette bocciati ricorrono al Tar del Lazio, mentre ai promossi all'orale (tra di loro Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese) viene comunicato che i «giochi» sono sospesi. La sentenza del Tribunale Amministrativo, dopo un rinvio, è attesa per domani. Nei giorni scorsi alcuni dei 48 nel «limbo» hanno scritto a Napolitano. Chiedendogli tra l'altro: «In Italia esiste ancora l'imparzialità della Pubblica Amministrazione?».
Sovrintendenti, c'è lo spoil System preventivo
Il ministero della cultura ha bandito un concorso per la nomina di undici soprintendenti ai Beni Culturali. Il concorso è stato indetto dal ministro della passata legislatura, Buttiglione, e richiede esami e non titoli. 150 aspiranti hanno partecipato al primo turno, 48 sono stati ammessi all'orale. Tuttavia, il ministero ha già nominato alcuni dei bocciati agli scritti, tra cui Vittoria Garibaldi, direttore per i Beni Culturali della regione. Altri sette bocciati hanno ricorso al Tar del Lazio, mentre i promossi all'orale sono stati comunicati che i giochi sono sospesi. La sentenza del Tribunale Amministrativo è attesa.
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