La tagliola calerà, inevitabile. Anche se in qualche caso non potrà mancare qualche effetto collaterale. L'Inea, per esempio. Una settimana esatta prima dell'approvazione della legge Finanziaria, il consiglio dei ministri ha nominato presidente dell'Istituto nazionale di economia agraria Lino Carlo Rava, ingegnere, ex deputato diessino, al posto di Simone Vieri, che era stato messo alla guida di quell'ente dall'ex ministro di An, Gianni Alemanno. Lo stesso giorno, per non fare nessun torto al secondo partito della coalizione di governo, il governo ha designato alla presidenza del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura l'ex senatore lucano Romualdo Coviello, della Margherita, rimasto fuori dalle liste elettorali per le politiche dello scorso aprile. Ma sulla carta nemmeno loro due sono tranquilli. L'articolo 42 della Finanziaria stabilisce infatti l'azzeramento delle presidenze e dei consigli di amministrazione di tutti gli enti pubblici non economici. Se questa disposizione, che introduce un nuovo meccanismo di spoils System, supererà le forche caudine del Parlamento, entro il 28 febbraio 2007 i vari ministeri vigilanti insieme alla Funzione pubblica dovranno ratificare una serie di modifiche statutarie che trasferiranno al direttore generale e a un comitato di gestione i poteri oggi in mano ai consigli. Da quel giorno le presidenze e i consigli di amministrazione degli enti pubblici non economici saranno azzerati. Non tutti, però. Si salveranno l'Istat, gli enti previdenziali, l'Inail, gli enti che come l'Ice svolgono promozione all'estero, e quelli i cui consigli sono nominati in parte dagli enti locali e con il contributo di istituzioni intemazionali. E qui viene il bello. Perché quali sono gli enti che grazie a queste clausole potrebbero scampare alla tagliola? Forse l'Ente nazionale per il turismo? Ma l'Enit può essere considerato fra gli enti che fanno «promozione all'estero»? Guidato per la bellezza di 11 anni da Amedeo Ottaviani, che è stato presidente e due volte commissario, ora è presieduto da Umberto Paolucci. L'ex manager della Microsoft, il cui nome era stato indicato fra i possibili candidati al posto di «Mister Innovazione» nel governo di Silvio Berlusconi, posto poi occupato dall'ex capo dell'Ibm Lucio Stanca, è stato designato dal vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli non più tardi di un mese fa. E l'Istituto nazionale del dramma antico, si può anch'esso ritenere escluso dallo spoils System, grazie al ruolo degli enti locali? Lo statuto dell'Inda prevede infatti che la presidenza sìa di diritto ricoperta dal sindaco di Siracusa: nella fattispecie, Giambattista «Titta» Bufardeci, esponente di Forza Italia. Non così l'Ente teatrale italiano. La nomina del presidente di quell'ente è responsabilità del governo, in particolare del ministro dei Beni culturali. Giuseppe Ferrazza è stato designato lo scorso anno dal ministro dell'epoca, Rocco Buttiglione, ed è alla testa di un consiglio del quale fa parte anche il giornalista e scrittore Alain Elkann. La tagliola dovrebbe comunque cadere sull'Automobile club d'Italia, da sei anni guidato da Franco Lucchesi: nominato nel 2000, quando c'era ancora il governo di centrosinistra, ma riconfermato da Silvio Berlusconi. Come pure saranno interessati altri enti che stanno attraversando una fase un po' particolare: per esempio l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, l'ex Aima che era presieduta da Antonio Buonfiglio, ora eletto deputato di Alleanza nazionale. O ancora l'Istituto nazionale conserve alimentari. Gli effetti più rilevanti, tuttavia, si dovrebbero avere sugli enti di ricerca per i quali la Finanziaria prevede che la futura struttura di governarne venga affiancata da un comitato scientifico. Chi ne farà parte? Magari qualcuno dei componenti dell'attuale consiglio di amministrazione? E quale sarà la sorte di Fabio Pistella, ex direttore generale dell'Enea, ex componente dell'autorità per l'Energia ed attuale presidente del Cnr, dove è stato nominato quando c'era al governo una maggioranza diversa dall'attuale? Ma la stessa domanda si potrebbe porre a proposito di Luigi Paganetto, che è stato collocato al posto di commissario straordinario dell'Enea. Per non parlare di Enrico Garaci, professore universitario che fu capolista per la Dc alle elezioni comunali di Roma del 1989, e quindi presidente del Cnr, nominato dal centrosinistra, all'inizio del 2001, alla presidenza dell'Istituto superiore di Sanità, e poi anch'egli confermato da Berlusconi. Il sito Internet dell'Istituto riporta ancora, fra i consiglieri di amministrazione, un nome che non può passare inosservato: è quello di Giuseppe Fioroni, che nel governo di Romano Prodi ha l'incarico di ministro dell'Istruzione.