Milano. Sì agli incentivi per gli imprenditori che realizzano nuovi hotel, no ad agevolazioni per l'accesso ai mutui. Gli operatori del settore turistico accolgono con dei distinguo le proposte avanzate dal Governo per il rilancio del turismo. E chiedono all'esecutivo nuovi interventi, approfittando dei segnali di risveglio che arrivano dall'industria turistica, per la prima volta tornata ai livelli pre-11 settembre. Sui circa 34mila alberghi italiani quelli a cinque stelle sono circa 200 e quelli a quattro stelle non superano quota 3mila. La stragrande maggioranza dell'offerta si concentra sulle categorie medio-basse, mentre Internet è assente in oltre la metà degli hotel e l'aria condizionata nel 40 delle strutture. Da qui due proposte avanzate nelle ultime settimane da esponenti del Governo. Il vice-premier Francesco Rutelli ha ipotizzato interventi per favorire le proprietà alberghiere attraverso un accesso facilitato ai mutui. Una scelta che consentirebbe, secondo il presidente della Margherita, di superare «i dissidi tra gestori e proprietari, che non consentono o provocano il mancato adeguamento delle strutture». Pochi giorni dopo il tema degli investimenti alberghieri è stato ripreso dal ministro delle Attività produttive Pierluigi Bersani che, nel corso di un'audizione alla Camera, ha lanciato l'idea di un piano di rottamazione degli alberghi per innalzare la qualità dell'offerta turistica. Un piano che potrebbe alimentare investimenti per dieci miliardi di euro nei prossimi tre anni, favorendo un incremento a due cifre percentuali delle presenze straniere in Italia. L'idea di rottamare le vecchie strutture ha trovato d'accordo tutte le voci dell'industria turistica, da Fipe a Federturismo, dai tour operator ai singoli operatori, che ora però attendono il piano dettagliato degli interventi. «Gli interventi a sostegno degli imprenditori che fanno investimenti sono i benvenuti commenta Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi, primo tour operator per posti letto in Sicilia e Sardegna Bisogna però stare attenti a evitare gli interventi a pioggia, che in passato hanno dimostrato di non funzionare. Più che interventi indifferenziati, servono misure che premiano gli imprenditori che mettono mano al portafoglio per migliorare la qualità dei servizi e incrementare l'occupazione». Secondo Mangia la strada per il rilancio del comparto turistico non passa da facilitazioni per l'accensione di nuovi mutui: «Fino ad ora il sistema del credito ha dimostrato di essere aperto al finanziamento delle buone idee imprenditoriali. Bisogna evitare di forzare la mano, magari favorendo investimenti laddove non sono necessari e che non hanno il supporto di un piano complessivo di sviluppo dell'azienda turistica». Dello stesso avviso Roberto Ruozi, presidente del Touring Club Italiano, secondo il quale «incentivi per l'accesso ai finanziamenti rischierebbero di andare in contrasto con le normative europee». Da qui l'idea di premiare, in alternativa, gli «imprenditori che hanno il coraggio di rischiare i propri capitali attraverso contributi in conto capitale o in conto gestione». Secondo Ruozi la ricetta per rilanciare il settore passa anche da «un ripensamento globale dell' offerta ricettiva che passi attraverso la collaborazione fra enti locali e soggetti privati per elevare la qualità dell'esperienza turistica». Facilitazioni per l'accesso al credito e incentivi alla rottamazione degli alberghi sono musica per le orecchie per il mondo del credito, che negli ultimi anni sì è aperto al mercato alberghiero lanciando servizi ad hoc. «Si tratta di un settore singolare dell'economia che vive di stagionalità e che per questo richiede un'offerta di credito specifica», osserva Renato Martini, responsabile marketing di Unicredit banca clientela piccole imprese. L'istituto ha messo a punto un mutuo per le proprietà alberghiere che consente il rimborso della quota capitale su base annuale, fermo restando la periodicità mensile della quota interessi. La somma può essere pagata a fine estate o dopo il ponte di fine anno a seconda della località in cui è ubicata la struttura (al mare o in montagna) e quindi del periodo di picco delle presenze. Misure simili sono state messe a punto anche da altre banche che cercano così di spingere sull'acceleratore della ripresa in atto. Secondo l'Osservatorio Turistico-Alberghiero di Federalberghi, infatti, il numero di pernottamenti nei primi nove mesi dell'anno ha toccato quota 204 milioni, con un incremento dell' 1,3 rispetto al 2005.
"Rottamare" gli alberghi per il futuro del turismo
Il governo ha avanzato due proposte per il rilancio del turismo: un piano di rottamazione degli alberghi per innalzare la qualità dell'offerta turistica e incentivi per gli imprenditori che realizzano nuovi hotel. Tuttavia, gli operatori del settore turistico hanno espresso dubbi sulla prima proposta, che potrebbe non funzionare, e hanno chiesto nuovi interventi per favorire gli imprenditori che mettono mano al portafoglio per migliorare la qualità dei servizi e incrementare l'occupazione. Alcuni hanno anche espresso preoccupazioni riguardo alle facilitazioni per l'accesso ai mutui, che potrebbero andare in contrasto con le normative europee.
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