La loro ubicazione è stata, infatti, individuata all'interno del monumentale Palazzo Brancaleoni, già sede del Museo civico archeologico della Sabina. Un impegno di qualità, la riqualificazione dell'antico Archivio, praticamente la storia della comunità farense che, dopo il restilyng, restituirà ai cittadini ed agli studiosi, uno dei gioielli più pregiati e fruibili. I locali destinati ad archivio e a sala di Consultazione, si trovano al piano ammezzato dell'edificio e sono facilmente raggiungibili tramite un accesso esterno, quindi, indipendente dalle stanze museali. Al piano primo dove, oltre all'Archivio, avrà anche sede il suggestivo "Centro Studi sabino-farfensi", sarà utilmente installato un ascensore di collegamento tra lo stesso Palazzo e la piazza antistante con Via Brancaleoni che porta al Municipio. Il costo dell'opera che ammonta a 140 mila euro, oltre al completo rifacimento dei quattro ambienti, contempla anche l'abbattimento delle barriere architettoniche. Concepito dall'ing Roberto Botta -responsabile dell'U.T.comunale- ed eseguito dagli architetti Mao Benedetti e Sveva Di Martino, con il supporto dell'ing Fabio Morgante e dell'arch. Vania Gianese, l'intervento prevede il completo rifacimento di quello che fu il piano nobile. Incaricata di eseguire il progetto è la Ditta Settimio Paolucci con sede in Fara Sabina Centro storico, le cui maestranze provvederanno al restauro, peraltro oramai in avanzata fase di completamento, dei locali che versavano in condizioni di notevole degrado. Innanzitutto si procederà ad un intervento di recupero ed alla modellazione del piano di calpestio con scavo e rimozione dei trovanti rocciosi ivi presenti o la rimozione degli intonaci fatiscenti. Il consolidamento dei solai lignei nei quali è prevista la rimozione dei massetti e dei tavolati oramai logori, la sostituzione degli elementi deteriorati e la messa in opera di un nuovo tavolato di castagno o rovere completo dell'opportuna membrana impermeabile. Dal punto di vista delle opere murarie, si procederà al rifacimento dei vani di comunicazione tra i locali attigui con tecnica "a cuci e scuci", all'esecuzione di una parete in laterizio di controfodera sul fondo ed all'esecuzione di nuovi intonaci dati "alla pezza" a base di calce, sabbia e pigmenti naturali. Saranno completamente rifatte anche le pavimentazioni oramai sconnesse ed impraticabili. Nella pavimentazione a ridosso del muro contro terra di uno dei suddetti locali, nel cui sottofondo sono stati scoperti pregevoli lacerti murari, sarà collocata un'asola in vetro stratificato opportunamente illuminata, in modo tale da consentire la vista degli interessantissimi reperti. Altrettanto curate ed in legno lamellare di rovere o castagno, saranno le porte interne e gli infissi esterni, mentre il portoncino di ingresso all'Archivio sarà realizzato in metallo con vetratura in cristallo stratificato.