La storia del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, MAXXI, inizia a Roma nel '98 (l'acronimo nasce dopo), quando il Ministero della Difesa cede gratuitamente al Ministero della Cultura l'ex Caserma Montello dei granatieri di via Guido Reni, circa tre ettari di spazio, poco distante dal centro storico, nella zona del Flaminio, prossima al Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi e Annibale Vitellozzi e al luogo dove è sorto l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano. Il concorso internazionale bandito dal Ministero, cui partecipano 273 gruppi di progettisti, è vinto dall'architetto anglo-irachena Zaha Adid con un progetto fortemente innovativo, ma ancorato all'urbanistica del quartiere, che presuppone un grosso impegno sul versante sperimentale dal punto di vista ingegneristico e delle modalità d'uso del cemento, gettato in opera o prefabbricato. Forse nel 2008... Il cantiere si apre nel 2003 e dovrebbe chiudersi nel 2008, se saranno assicurati i finanziamenti (servono altri 70 milioni di euro), come si è impegnato a fare il Ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, per il prosieguo dei lavori giunti a buon punto. Oltre 23 mila i metri quadrati a disposizione per le due sezioni in cui sarà articolato il museo, "MAXXI Arte contemporanea" e "MAXXI Architettura". A raccontare la vicenda travagliata del MAXXI, per le note vicende legate ai finanziamenti, è il responsabile della DARC (Direzione Generale Architettura e Arte Contemporanea) Pio Baldi che ha curato il libro "MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo" (Electa) sui temi e i problemi dell'istituendo museo a due anni dall'apertura. Ovviamente in relazione con musei omologhi nel mondo. Il MAXXI è il primo museo statale dedicato al contemporaneo e fra i rari esempi di campus culturale costituito da due musei distinti. Innovazione Il museo dedicato alle ricerche artistiche del XXI secolo, con funzione pilota per altre realtà, diretto da Anna Mattirolo, prende le mosse dalla collezione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e mira alla promozione e valorizzazione delle espressioni più innovative della creatività contemporanea, individuando i metodi più idonei di monitoraggio, documentazione e conservazione, video, fotografie, pubblicazioni o altro ancora. Un'attualità presentata in forma multidisciplinare e multimediale, con una particolare attenzione agli artisti nazionali e a quelli di altri paesi connotati da relazioni e riferimenti culturali con l'Italia. All'attività espositiva legata alla collezione stabile arricchita da acquisti e donazioni, progetti e premi, si affiancheranno le mostre temporanee di personalità di rilievo nel panorama internazionale, le performance e le iniziative che possano avvicinare la gente all'arte del nostro tempo. Il museo per l'architettura, diretto da Margherita Guccione, collezione permanente del XX secolo e percorsi tematici a rotazione, presenta due ambiti di attività. Uno rivolto al presente, al dibattito sui temi emergenti dell'architettura, le tendenze della ricerca, i nuovi linguaggi, i problemi, le interazioni fra architettura e altre forme espressive, attraverso ricerche, laboratori, committenze, premi. Uno di tipo storico che fa capo al Centro di documentazione degli archivi di architettura dal Novecento ai giorni nostri per promuovere la conoscenza del patrimonio novecentesco, favorendone lo studio, la conservazione e il restauro, ovvero l'archivio come circuito d'informazione sulla memoria storica del XX secolo e sull' architettura contemporanea. A questo fine mira l'acquisizione degli archivi privati degli architetti, da Scarpa a Rossi, a Nervi. Il patrimonio di MAXXI architettura è un patrimonio "reale" costituito dagli archivi degli architetti, da mostre, foto, programmi di ricerca, video, progetti promossi dalla DARC come quello di Zaha Adid per il MAXXI. E "virtuale" composto com'è dalla rete degli archivi pubblici e privati. Accanto al libro che racconta il MAXXI futuro, in due sale della vecchia struttura di via Guido Reni viene presentata, a cantiere aperto, la grande mostra "Museums musei nel XXI secolo", divisa in tre sezioni tematiche (fino al 29 ottobre, cataloghi Electa e Prestel). Le ambizioni di un architetto Progettare un museo è oggi uno degli incarichi più ambiti per un architetto. Le città hanno scoperto il museo come importante fattore di marketing: un museo dall'architettura spettacolare è un'attrazione che va al di là dei confini regionali, con il potenziale di diventare il nuovo simbolo della città e attribuirle una nuova funzione come centro", dice Thierry Greub, presentando la prima sezione della rassegna itinerante (prima di Roma a Düsseldorf) dedicata ai musei del terzo millennio, curata dall'Art Centre Basel. La presenza di un museo risveglia a nuova vita interi quartieri trascurati o di periferia, se non intere città. E il primo nome che viene in mente è Bilbao, fino a dieci anni fa - quando è stato aperto il museo Guggenheim di Franck O. Gehry - esclusa dai circuiti del turismo internazionale. E' il museo in sé, la sua forma, il suo aspetto esteriore ad attirare, è il museo inteso come punto d'incontro a fungere da catalizzatore per lo sviluppo, ma spesso a scapito del suo contenuto. Da ciò l'interesse delle amministrazioni, ma anche le critiche di chi vede in una certa architettura invasiva e spettacolare la morte dell'arte o quanto meno la sua utilizzazione a fini decorativi. I migliori progetti La rassegna presenta 27 fra i migliori progetti iniziati entro il 2000 realizzati o che si realizzeranno entro il 2010. Sono i disegni, i grandi modelli, le tavole, i grafici, le immagini, i materiali multimediali, di "archistar", a occupare i due grandi saloni. Dal MoMa, il Museum of Modern Art di New York ampliato in forme rigorose e dinamiche da Yoshio Taniguchi, al Museo d'Arte Chicu nell'isola di Naoshima in Giappone di Tadao Ando, esponente dell"architettura del silenzio" che realizza un'opera di "arte totale" sotterranea, salvaguardando il meraviglioso panorama sul Pacifico, allo Stonehenge Visitor Centre di Denton Corker Marshall in Inghilterra che non interferisce, ma anzi si adegua al misticismo delle pietre neolitiche con una serie di incisioni curvilinee sul terreno, che non sembrano edifici, ma pure forme. Sensazionale, spettacolare il progetto della Kunsthaus di Graz in Austria degli architetti inglesi Peter Kook e Colin Foumier, una specie di mostro biomorfo panciuto che si insinua fra i tetti della città vecchia con proboscidi di luce che spuntano sul dorso azzurro. In Italia spicca il MART, la superba creazione di Mario Botta e Giulio Andreolli, a Rovereto, mentre a Berna è nato il Centro Paul Klee e "oasi del tempo libero" di Renzo Piano, a Parigi il Musée di quai Branly di Jean Nouvel, dedicato alle arti delle civiltà dell'Africa, Oceania, Americhe, Asia, dette "Arts Premiers" e ad Atene dovrebbe aprire (entro il 2007, progetto Bernard Tshumi Architects), il Nuovo Museo dell'Acropoli, poco lontano dal teatro di Dioniso ai piedi del colle con vista diretta sul Partenone. Futuro La seconda sezione della rassegna, "Next Generation Il futuro dei musei", a cura di Margherita Guccione e Pippo Ciorra, analizza le ricerche progettuali e gli esempi più avanzati ed eterodossi di museo, sempre più lontano dall'idea di luogo chiuso e circoscritto. Sette pannelli double-face appesi al soffitto e materiali video illustrano la Fabbrica "Dashanzi 798" di Pechino, la Metropolitana di Napoli, la Fiumara d'arte di Castel di Susa e i musei virtuali. Infine in una saletta la terza sezione curata da Anna Mattirolo, "yperlocal", ovvero le esperienze del MAN, il Museo di Nuoro, un centro di eccellenza per tradizione e innovazione. MAXXI, Roma, Via Guido Reni 2 - tutti i giorni eccetto il lunedì, fino al 29 ottobre.
La Voce Repubblicana
20 Ottobre 2006
✓ Entità verificate
Quando i poli artistici possono dare lustro ai quartieri e a intere città
LA
Laura Gigliotti
La Voce Repubblicana
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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