Per un recupero integrale degli scavi di Pompei servirebbero 250 milioni di euro, secondo la Soprintendenza archeologica locale. Ma la stessa Soprintendenza, anziché cercare nuove risorse si lascia scappare milioni di euro di fondi ministeriali, bloccata dai veti incrociati dei tre membri del suo consiglio di amministrazione: il soprintendente, il direttore generale (o city manager) e il funzionario della Soprintendenza di grado più alto. Il risultato? il ministero per i Beni e le attività culturali (Mibac) le ha tolto 30 milioni assegnati in precedenza perchè inutilizzati. E iniziative e progetti restano fermi. Pare che il consiglio d'amministrazione che gestisce la Soprintendenza abbia qualche difficoltà a raggiungere accordi su iniziative e progetti da attuare per incomprensioni tra il soprintendente e il city manager e l'astensione dal voto, ormai da un anno, del terzo componente del consiglio. Così, tra inefficienze e problemi mai risolti, anziché andare avanti si va indietro. Il fatto di cronaca che ha portato alla luce questa situazione di stallo decisionale e operativo, infatti, è stata la protesta, da parte dei sindacati di categoria, per il mancato pagamento di dieci anni di lavoro straordinario ai sorveglianti degli scavi. Da vent'anni gli oltre 400 dipendenti sono in attesa di quasi 460mila euro dal Mibac il quale ha chiesto alla Soprintendenza di anticipare la somma. Ma la risposta secca dell'ente è stata che i soldi non ci sono, visto anche che proprio il Ministero, durante il Governo precedente, le ha sottratto 30 milioni di euro di fondi che sarebbero andati nel bilancio 2006. E sindacati di categoria protestano: l'Ugl sta organizzando una manifestazione per martedì 31 ottobre e minaccia di fare richiesta, se la situazione non si risolve, di un commissario ad acta e il sequestro delle somme presso le casse ministeriali di via del Collegio romano. La Uil chiede il diretto intervento del ministro Francesco Rutelli. Intanto il city manager Luigi Crimaco si impegna a risolvere la questione entro pochi giorni. Ma, oltre alle proteste dei lavoratori, tante iniziative, come gli spettacoli notturni o la creazione di un ufficio marketing che intervenga nella raccolta di risorse da parte dei privati, fortemente voluti dal direttore amministrativo, vengono bloccate. «Le incomprensioni tra il soprintendente e il direttore amministrativo danneggiano i lavoratori e lo sviluppo degli scavi commenta il segretario generale della Uil Mibac, Franco Cerasoli perciò per sbloccare la situazione chiediamo che il numero dei membri del Cda salga a cinque con l'aggiunta di rappresentati degli enti locali». Gli scontri di opinione sono normali. E' la risposta del soprintendente Pietro Giovanni Guzzo: «Se ho detto no a progetti come gli spettacoli serali era perché non la ritenevo un'iniziativa utile. Il motivo per cui ci hanno tolto i fondi non è perché non sapevamo come spenderli. In realtà i progetti c'erano, ma erano in attesa di essere perfezionati, secondo l'iter burocratico richiesto. E il ritardo del loro completamento è dipeso dalla carenza di personale amministrativo nella Soprintendenza». Dai pareri contrastanti alle questioni personali. «Sono nel Cda dal '98, cioè da quando è stato istituito spiega il funzionario Maria Grazia Del Greco ma il ruolo non è mai stato riconosciuto. Non essendo un dirigente, come gli altri due membri, ho chiesto un gettone di presenza che è stato istituito solo a partire da quest'anno, ignorando il mio lavoro passato. Ho fatto richieste a tutti i ministri per i Beni culturali in carica nel corso di questi anni in merito alla mia posizione, ma, non avendo avuto mai alcuna risposta, ho deciso di astenermi dalle votazioni nel Cda».E intanto a Pompei tutto rimane paralizzato. 2,7 I visitatori. È il numero di persone,in milioni, che ha visitato l'anno scorso i siti archeologici del circuito di Pompei (inclusi quelli di Ercolano, Oplonti e Bosco Reale) 20 Gli incassi. Il giro d'affari, in milioni di euro, ricavato nel 2005 dalla vendita dei biglietti per le visite ai siti archeologici di Pompei 652 I dipendenti. Il numero di addetti impiegati nella Soprintendenza archeologica di Pompei, dagli amministrativi ai tecnici 410 Gli addetti alla vigilanza. Sono le persone impiegate nel servizio di sorveglianza degli scavi che aspettano il pagamento di dieci anni di lavoro straordinario 30 I fondi sottratti. Sono i finanziamenti,in milioni di euro, che il ministero peri Beni culturali ha tolto alla Soprintendenza archeologica di Pompei perché non erano stati utilizzati 458mila Gli arretrati. E' la somma che il ministero dei Beni culturali deve pagare agli oltre 400 sorveglianti degli scavi di Pompei