ROMA. Nasce come punto di discussione sulla cultura e sulle ricadute nell'economia e nella società. Discussione da cui scaturiscano proposte concrete per valorizzare il nostro patrimonio d'arte, idee da sottoporre al mondo politico e imprenditoriale. E la formula di "Ravello Lab", che si terrà a Ravello (Salerno) dal 26 al 28 ottobre sul tema "I territori del patrimonio culturale". L'iniziativa, promossa da Federculture, Centro universitario europeo per i beni culturali e Formez,vedrà la partecipazione di oltre cento fra docenti universitari, amministratori, operatori pubblici e privati, politici, esperti di cultura, urbanisti, sia italiani sia stranieri. Sono, infatti, attesi rappresentanti di 17 Paesi. Un tavolo di confronto che non si limiterà alle tre giornate di Ravello, ma diventerà un laboratorio e un osservatorio internazionale permanente, con l'obiettivo di innovare le politiche culturali italiane. Il nostro Paese possiede, infatti, un vasto patrimonio, ma vi destina poche risorse: il rapporto tra bilancio statale e spesa per i luoghi d'arte è dello 0,39, mentre nel resto dell'Europa è mediamente dello 0,50 (è l'1 in Francia e l'1,35 in Germania). «Abbiamo bisogno di iniziative come queste ha commentato il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, ieri alla presentazione di "Ravello Lab" , da cui ci si aspetta l'elaborazione di un alfabeto contemporaneo tra cultura ed economia».