Siamo preoccupati per il destino del David di Michelangelo per il quale è in corso un delicato intervento di pulitura. E' questo il senso dell'appello rivolto da una quarantina di studiosi e storici dell'arte italiana al ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani. Tra i firmatari, i professori James Beck, Paola Barocchi, Massimo Ferretti, Mina Gregori, Carlo Pedretti, Leo Steinberg, Alessandro Vezzosi. La scultura, spiega Beck, docente alla Columbia university, che da anni interviene nei confronti di «restauri eccellenti», «è sottoposta, dallo scorso settembre, ad una serie di test per valutarne le condizioni e per determinare l'intervento più opportuno».«Queste indagini - continua Beck - hanno prodotto due diverse ipotesi di lavoro: la prima, che è quella dell'Opificio, espressa da Franca Falletti direttrice dell' Accademia e coordinatrice del restauro, prevede l'asportazione dello sporco mediante 1' impiego di solventi chimici supportati dall' impiego di impacchi. La seconda, indicata da Agnese Parronchi, la restauratrice a cui era stato affidato il lavoro, prevedeva invece l'utilizzo di varie sostanze anche chimiche, ma impiegate in modo estremamente mirato». Le due posizioni, ricorda ancora Beck, «sono diventate inconciliabili e lo scorso marco Parronchi si è dimessa dal suo incarico non volendo utilizzare la metodologia richiesta dall' Opificio». Lo scorso maggio il soprintendente al Polo museale Antonio Paolucci l'ha sostituita con Cinzia Parrnigoni. «Visto questo conflitto di metodologie - afferma ancora Beck - e poiché, al momento, non sembrano esistere pencoli per la celebre statua crediamo che ora non debba essere presa alcuna decisione. E questo fino a quando una commissione indipendente, istituita dal soprintendente Paolucci o dal ministro Urbani, non abbia bene valutato le due ipotesi di lavoro assieme ad altre, e i risultati che queste metodologie hanno prodotto in passato e non abbia deciso quali devono essere gli obiettivi dell' intervento da compiere». «La questione è infatti talmente importante - osserva ancora lo studioso - che richiede ulteriori valutazioni in una atmosfera di trasparenza totale, indipendentemente dalle celebrazioni per il 500 anniversario della presentazione del David al pubblico, previste a Firenze il prossimo anno». La pulitura del capolavoro di Michelangelo è cominciata lo scorso settembre, dopo 11 anni di esami diagnostici ed è stata sospesa a marzo perché i numerosi visitatori (3mila al giorno) avrebbero reso troppo complesse le operazioni che si svolgevano sul cantiere mobile.